Settantaduesimi nel mondo, terzultimi in Europa. L’Italia perde ancora posizioni nel CPI (Corruption Perceptions Index), l’indice di Transparency International che misura la percezione della corruzione nel settore pubblico e politico a livello globale. Se l’anno scorso il nostro Paese si posizionava al 69esimo posto con lo stesso punteggio di Ghana, Macedonia e Samoa, quest’anno occupa, con un punteggio (42) molto lontano dalla sufficienza, la 72esima piazza insieme alla Bosnia Erzegovina e appena un punto sopra Liberia e Tunisia. In Europa, poi, solo Bulgaria (41 punti) e Grecia (36) stanno peggio. Atene, in particolare, passa in un anno dall’80esimo al 94esimo posto nella graduatoria mondiale. In parte, il crollo di alcune nazioni europee, sostiene l’associazione, è dovuto alla crisi economica che “ha costantemente fatto crescere il rischio corruzione nel settore pubblico, chiamando le istituzioni a compiere maggiori sforzi per contrastare il fenomeno”. Il problema non riguarda le prime due nazioni europee in cima alla classifica con 90 punti, Danimarca e Finlandia, al pari della Nuova Zelanda. Nella top ten figurano anche Svezia, Singapore, Svezia, Australia, Norvegia, Canada e Olanda. La Germania è 13esima nel mondo, la Gran Bretagna 17esima con il Giappone, gli Stati Uniti occupano il 19esimo posto, la Francia il 22esimo. Oltre a quasi tutte le nazioni europee, davanti all’Italia ci sono anche il Bahrain, la Namibia, e l’Oman, il Lesotho e il Kuwait, mentre le ultimissime posizioni (8 punti) sono occupate da Afghanistan, Corea del Nord e Somalia. “In queste nazioni – si legge – la mancanza di una leadership affidabile rende necessario un atteggiamento molto più forte contro la corruzione”. In generale, sottolinea il rapporto, “due terzi dei 176 Paesi in classifica hanno un punteggio inferiore a 50 su una scala da 0 (il più alto grado di corruzione) a 100 (livello minimo di corruzione) a dimostrazione che le istituzioni pubbliche hanno bisogno di essere più trasparenti e i pubblici ufficiali più affidabili”. (Caf – 5 dic)
