A tre anni da “7-14-21-28”, Antonio Rezza torna sul palco del Teatro Vascello di Roma, insieme a Ivan Bellavista, fino al 6 gennaio con un nuovo spettacolo: “Fratto_X”, l’ultimo lavoro (mai) scritto da Rezza. In un habitat solo apparentemente minimalista, realizzato come sempre dalla “potentissima” Flavia Mastrella, Rezza si muove incessantemente, con uno spettacolo altamente performativo in cui di volta in volta emergono nuovi personaggi, nuove situazioni che successivamente tornano e si intrecciano con altre. E l’habitat si trasforma ogni volta in elementi nuovi, ricchi di suggestioni e dalle mille funzionalità nascoste, diventando a turno dune, vestiti di santi, sacre sindoni. Forma e demenza: “Una forma del genere – dice Rezza durante lo spettacolo – sarebbe stata inconcepibile senza la demenza. Senza la demenza sarebbe stata solo una buona forma”. La scena diventa, attraverso due grandi strisce di teli, un’enorme X che semplifica tutto, perché uomo fratto uomo si semplifica e non resta più niente: “Siamo sotto un fratto che uccide – dicono Rezza e Mastrella – si muore per eccessiva semplificazione”. Un habitat in cui anche la luce e uno specchio sono un modo per trasformare il prossimo nell’oggetto del carnefice che gli mette in bocca parole e voci di altri. Ma è Rezza che fa parlare Mastrella o viceversa? La genialità dei loro spettacoli sta proprio nella capacità di riuscire a esprimersi in forme diverse ma compatibili, di parlare all’unisono e di concepire insieme lo stesso pensiero, elevandolo al quadrato. E il risultato è uno spettacolo sempre attuale, che non invecchia mai e che riesce a divertire e sorprendere con la sua efficacia e potenza. (Cle – 9 dic)