Charleroi – Lo scorso 8 dicembre nel Museo Le Bois du Cazier di Marcinelle, in Belgio, è stata inaugurata la mostra “In viaggio” che presenta cento anni di immagini e di parole dal mondo dell’emigrazione del Friuli Venezia Giulia. Per l’occasione la mostra è stata arricchita di una sezione dedicata al Belgio, paese in cui già prima nel periodo fra le due Guerre mondiali e poi massicciamente nel secondo dopoguerra si sono recati molti nostri corregionali, soprattutto per lavorare nelle miniere di carbone. E proprio nella miniera più tristemente famosa, a causa del terribile incidente del 1956 in cui perirono 262 minatori, di cui 136 italiani e fra questi sette friulani, sarà visitabile fino al 13 dicembre la mostra itinerante che presenta i materiali raccolti da Ammer-Archivio Multimediale della Memoria dell’Emigrazione Regionale. L’esposizione, che è accompagnata da un catalogo bilingue, italiano-francese, edito dalla casa editrice Forum, è organizzata dalla Regione Friuli Venezia Giulia (servizio Corregionali all’Estero e Lingue minoritarie e Centro regionale di Catalogazione e Restauro) in collaborazione con l’Università di Udine. Per la tappa belga, agli organizzatori si sono aggiunti i comuni di Codroipo, San Pietro al Natisone, Montereale Valcellina, Prata di Pordenone, Arba, Faedis, Attimis, Lusevera, Nimis assieme a quelli belgi uniti da gemellaggi e alle sei associazioni degli emigrati riconosciute dalla Regione, con capofila l’Eraple delegata agli onori di casa con la presidente Elisa Sinosich. L’inaugurazione è stata preceduta dalla deposizione di corone d’alloro al Monumento ai caduti della miniera e alle lapidi commemorative presso il cimitero e dall’esibizione del Coro “Guarneriano” di San Daniele del Friuli e di quello di Braine-Le-Comte.
