Roma, 18 dic – Nonostante l’avanzata del cinese, l’italiano resiste al quinto posto tra le lingue più studiate del mondo, dietro inglese, francese, tedesco e spagnolo. Mutano però le motivazioni di chi all’estero sceglie di imparare la nostra lingua: lo si fa più per amore che per lavoro. E’ la sintesi che Pietro Trifone, ordinario di Storia della lingua italiana all’Università di Roma Tor Vergata, ha fatto davanti alle Commissioni riunite Esteri e Cultura alla Camera della sua indagine, condotta insieme a Claudio Giovanardi, commissionata dal ministero degli Esteri e svolta nel 2010-11 con il coinvolgimento di 90 Istituti italiani di cultura e 200 lettorati all’estero. Dal 2000, anno in cui Tullio De Mauro effettuò un’indagine analoga, i corsi di italiano per stranieri realizzati dagli Istituti italiani di cultura sono cresciuti del 100% passando da 3.500 a 7.000, con gli iscritti aumentati in maniera pressoché proporzionale (da circa 35.000 a circa 70.000).
(Caf)
