Siate meno choosy, schizzinosi, disse il ministro del Lavoro Elsa Fornero in una università attirandosi le critiche di studenti e osservatori. Gli under 30 italiani saranno anche choosy ma non lo dimostrano secondo una ricerca di Datagiovani che ha preso in esame le caratteristiche prevalenti dei neoassunti (per cui il lavoro attuale sia iniziato da non più di 12 mesi) nel 1° semestre 2012, elaborando i microdati Istat della Rilevazione continua sulle Forze di Lavoro e confrontandoli con l’ultimo periodo pre-crisi (1° semestre 2007). Tra questi ci sono più giovani laureati, ma anche con lavori per cui il titolo di studio è troppo elevato: un neoassunto su tre è “overeducated” (27% nel 2007). Inoltre, crescono i neoassunti che lavorano in periodi disagiati, soprattutto sabato (50%) e domenica (24%). Un neoassunto, poi, guadagna in media 850 euro al mese, 130 in meno degli Under 30 occupati e il 3% in meno rispetto al 2007. Un dato eclatante che emerge nel confrontare le caratteristiche dei giovani al primo impiego tra il 2007 e il 2012 è la diminuzione della loro consistenza in termini assoluti: nel 1° semestre 2012 se ne contavano infatti 355 mila, 80 mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2007, una flessione quasi del 20%. E’ ancora una volta il Mezzogiorno a pagare il prezzo più alto della situazione di crisi, con oltre la metà del “taglio” dei neoassunti (-24%), mentre nelle regioni settentrionali la contrazione è stata meno ampia (-12%) e continuano a creare la maggior parte dei nuovi posti di lavoro (44%). Cresce il livello di istruzione dei giovani, e con esso la domanda di professionalità più specializzate: il risultato è che il grosso della diminuzione dei neoassunti ha riguardato giovani con basso livello di istruzione (-46%). Nel 2007, quasi 3 giovani al primo impiego su 10 si erano fermati al massimo alla scuola media inferiore, e il 53% al diploma o alla qualifica professionale; nel 2012 la quota dei giovani con titolo di studio di basso livello scende al 19%, e contemporaneamente salgono il livello medio (59%) e la laurea (22%). (Red – 26 dic)
