Lima – Non più soltanto il Brasile; anche su altre aree del Sudamerica si sta infatti riversando un crescente interesse da parte delle aziende reggiane, e in pole position si colloca oggi il Perù, che presenta un ottimo trend di crescita (+7% il PIL del 2011) e un livello d’inflazione che nel 2012 non supera il 2,5%. E’ in questo contesto di interessi e di dati macroeconomici che si è inserito l’incontro, avvenuto alla Camera di Commercio, tra gli esponenti dell’Ente camerale provinciale, un nutrito gruppo di imprese locali e il responsabile commerciale della Camera di commercio italiana in Perù, dal quale sono emersi i settori che presentano le maggiori possibilità di espansione e di scambio commerciale con le aziende reggiane. Spiccano, tra questi, l’agro-alimentare, la pesca, il legname, il tessile, il minerario, l’energetico, il turismo e filiera delle costruzioni. Proprio quest’ultima – che localmente è tra quelle più colpite dalla crisi – presenta un forte potenziale per l’interscambio; in Perù, infatti, è in atto una crescita delle costruzioni residenziali e delle infrastrutture di oltre il 18%. Ma non basta: il governo peruviano concentrerà ingenti investimenti ed incentivi nel settore della produzione agricola; “è dunque prevedibile – ha sottolineato il segretario generale della Camera di Commercio, Michelangelo Dalla Riva – una forte crescita nella domanda di macchinari ed attrezzature collegate, uno dei settori portanti dell’economia reggiana”. Le cifre degli scambi e della crescita dei volumi, intanto, parlano chiaro: a fronte di un aumento generale delle esportazioni reggiane attestatosi al 4,2% nel primo semestre 2012, quelle verso il Perù sono salite a 6,6 milioni di euro con un incremento, rispetto al primo semestre del 2011, del 15,6% (quasi 900mila euro in più). In dieci anni, peraltro, l’export dei Paesi dell’Unione Europea versò il Perù è salito del 400%, rafforzando decisamente la quota detenuta da Germania (28% sul totale) e Italia (13%).(9colonne)
