Pechino – C’è sempre la Cina nel futuro di Marcello Lippi. L’attuale tecnico del Guangzhou Evergrande e ct della Nazionale campione del mondo nel 2006 ha parlato del suo futuro in un’intervista concessa a Sky Sport, escludendo un ritorno in Italia (le voci lo volevano al Milan) e aprendo invece le porte a un passaggio sulla panchina della Cina. “Credo che sia nei loro pensieri, perché no – conferma Lippi parlando della Federcalcio cinese – Mi rendo conto di aver iniziato a conoscere questo tipo di calcio, si fa presto a conoscere la realtà in cui si lavora e fra due anni sarà più chiara la situazione. Potrebbe essere una soluzione”. La patria gli manca, ma non c’è il desiderio di tornare a lavorare nel nostro campionato: “L’Italia è la mia nazione, ho nostalgia degli amici, della famiglia, di tutto quello a cui sono legato, ma il lavoro che dovevo fare in Italia l’ho già fatto. Poi io ho ormai un marchio in Italia, vado a Firenze, vado a Roma e mi dicono Juventino qua, Juventino là”. Il suo cuore resta però tinto d’azzurro, anche quando riflette su due talenti come Cassano e Balotelli, entrambi “assenti” sotto la sua gestione. “Non ritenevo Balotelli meritevole di essere convocato in Nazionale tre anni fa perché non giocava nella sua squadra, lo mettevano in castigo, andava in Under 21 e faceva casino. Quindi perché doveva essere premiato? Era questo il mio intendimento. Ma è un giocatore che farà il futuro della Nazionale”. (9colonne)