In Sicilia interi settori produttivi rischiano di scomparire, come conferma il dato sulla caduta libera del Pil (oltre il 2% a fine 2012) che riporta l’isola indietro di dieci anni e con previsioni ancora negative per il 2013: si stima un nuovo calo della produzione di beni e servizi tra lo 0,3 e lo 0,5 per cento. L’allarme arriva direttamente dalla Regione siciliana. I dati sulla crisi che continua a soffocare l’economia sono contenuti nel rapporto “L’analisi congiunturale dell’economia siciliana nel 2012” elaborato dal servizio statistica del dipartimento Bilancio della Regione. A soffrire di più è il settore dell’industria. Il calo, a fine 2012, si attesterebbe intorno al 6 per cento (dati Prometeia), in netto peggioramento rispetto all’anno precedente quando la contrazione del valore aggiunto si è attestata al 2,2 per cento. La flessione maggiore riguarda l’edilizia. Nei primi otto mesi dell’anno scorso secondo i rilevamenti dell’associazione italiana tecnico economica cemento (Aitec), in Sicilia sono stati prodotti 1,4 milioni di tonnellate di cemento, il 15,2% in meno del 2011.
