Il rigore. Fare squadra. Affidarsi al tecnico. Fare campagna acquisti, scendere in campo per dribblare la crisi, tornare a competere a livello internazionale. Se il gergo politico prende sempre più spunto da quello sportivo un motivo ci sarà, e probabilmente è perché sempre più spesso gli sportivi italiani si riciclano in politica. Dagli stadi agli studi (quelli dei talk show), dalle prodezze alle promesse, dalle figurine alle schede elettorali, dalle classifiche ai sondaggi: anche alle politiche del 24 e 25 febbraio sarà nutrita la schiera di ex (o attuali) sportivi che si contenderanno un posto in Parlamento, provando magari a trasformare in elettori sicuri quel gruzzolo di fan che si sono guadagnati sul campo. Uno che da sempre manifesta simpatie di sinistra è Renzo Ulivieri, attuale ‘sindacalista’ degli allenatori di calcio italiani e direttore della scuola allenatori della Figc. Da simpatizzante del Pd, però, l’ex allenatore del Bologna scende in campo (appunto) con Sinistra Ecologia e Libertà. Come dire, un tecnico per superare l’esperienza di un altro ‘tecnico’, Mario Monti. “Sono sceso in politica per gioco – racconta in un videoforum su Repubblica – e poi ci sono state le primarie e i due giorni che sono andato a visitare gli operari di Richard Ginori e Shelbox a Castel Fiorentino e allora ho detto no: questa è una cosa seria, mi ci devo impegnare”. E sul perché del repentino ‘cambio di panchina’ da Pd a Sel: “Io non ho mai fatto politica come professione, per me conta la sete di ritrovarsi in un luogo dove si sta bene. Sono uscito senza rancori, dicendo che sto meglio di qua, che si respira meglio”. Ulivieri partirà come secondo in lista per il Senato in Toscana: l’obiettivo è passare dalla panchina a una più comoda poltrona. ovizio della politica sarebbe anche, in caso di elezione, Luciano Moggi. Quando fu radiato dalla giustizia sportiva per Calciopoli, l’ex direttore generale della Juventus accusò: “Mi hanno ucciso l’anima”. Per la resurrezione spirituale, punta tutto sulla tribuna politica grazie al posto in lista che gli è stato offerto in Piemonte dai Riformisti di Stefania Craxi. L’obiettivo dichiarato del suo eventuale mandato: manco a dirlo “combattere il circo mediatico-giudiziario che in Italia rovina le carriere”, come ha avuto modo di spiegare proprio la figlia di Bettino. A proposito di calcio e politica, uno ben più esperto ed eclettico è Gianni Rivera: l’ex grande regista del Milan e della Nazionale ha portato da tempo la sua visione di gioco nell’agone politico. Schierandosi anche qui a centrocampo, dalla Democrazia Cristiana alla Margherita (con qualche presenza ‘fuori-ruolo’ da mezzala sinistra con Prodi e mezzala destra per Letizia Moratti) fino al Centro Democratico di Bruno Tabacci, del quale indossa adesso la maglietta. Con una certezza: almeno in politica “io in campo ci sono sempre stato” visto che qui non ci sono staffette con Mazzola. Le legislature precedenti hanno visto anche le performance dell’ex arbitro Concetto Lo Bello (Dc) e dell’ex calciatore Massimo Mauro (europarlamentare del Pds), quelle future potrebbero invece usufruire delle prestazioni da centravanti di sfondamento di Beppe Savoldi, che per questa volta ha detto di no a Sel in Campania, e Paolo Maldini, che nonostante le voci non si ritroverà di nuovo Berlusconi come presidente del Pdl dopo averlo avuto già nel Milan. Ancora incerto il futuro di Manuela Di Centa, talmente affezionata alle gare sulle nevi del Trentino da essersi fatta eleggere alla Camera nel 2008 proprio in questa Regione: la sua eventuale ricandidatura sarà decisa dai vertici Pdl proprio in queste ore. Il ‘tecnico’ Mario Monti ha invece già scelto due atlete da mandare in campo, due volti così nuovi che non sono nemmeno ex sportivi, ma attuali campioni. Una è la schermitrice Valentina Vezzali, pronta a portare le proprie stoccate alla vecchia politica, tanto da aver già parato gli affondi di Berlusconi. “Abbiamo bisogno di riprendere credibilità nel mondo che ci guarda. Molto spesso in Italia alle parole non seguono mai i fatti, mentre noi atleti siamo abituati a parlare con i fatti e l’Italia ha bisogno di questo”. L’altra è Annalisa Minetti, fresca di medaglia alle Paralimpiadi nei 1500 metri: una che ha fatto miss Italia con Mara Carfagna e partecipato a un festival di Sanremo, non avrà certo paura del palcoscenico politico. Quasi sicura di un posto al Senato (è capolista in Emilia Romagna dopo aver vinto le primarie del Pd a Ravenna, dove è già stata assessore allo sport) è la canoista Josefa Idem: è anche sfruttando il suo ‘motore tedesco’ che il Pd conta di traghettare l’Italia fuori dalla crisi.
(Sis)