Roma, 22 gen – La Focsiv denuncia “una palese e oggettiva discriminazione sulle condizioni di esercizio del diritto al voto per i cittadini italiani all’estero”. Come sottolinea il presidente Gianfranco Cattai “se mettiamo insieme i volontari e cooperanti internazionali, i giovani in servizio civile all’estero, i giovani in servizio volontario europeo, i sacerdoti, le suore, i religiosi e laici italiani residenti all’estero alle dipendenze di istituti e congregazioni missionarie e ong, sono oltre 10.000 le persone interessate a tale possibilità. Se lo Stato si dovesse far carico delle spese di rientro in patria di tutte queste persone, la spesa sarebbe di 15-20 milioni di euro. Da anni abbiamo sottolineato il problema ed è inaccettabile che tutte le volte la risposta delle Istituzioni preposte è rinviare la soluzione del problema alla prossima tornata elettorale”.