(28 gen) Continua a diminuire il peso elettorale dei giovani. Se fino al 1995 le persone fra i 18 e i 34 anni rappresentavano circa un terzo dell’elettorato e un quarto nelle elezioni del 2008, nella prossima tornata elettorale i giovani conteranno per poco più di un quinto. Per dare maggiore peso ai problemi dei giovani – oggi con un tasso di disoccupazione 4 volte più alto di quello delle altre fasce di età e, nonostante questo, completamente ignorati dalla campagna elettorale – bisognerebbe abbassare l’età sia dell’elettorato attivo che di quello passivo. Ad esempio si potrebbe permettere di votare a 16 anni, come in Austria, e di essere eletti alla Camera a 18 anni (oggi la soglia è 25 anni) e al Senato a 25 anni (oggi 40). Anche la concessione della cittadinanza ai figli degli immigrati servirebbe a ringiovanire l’elettorato.
