Al termine di una missione di 10 giorni in Mali, Amnesty International ha pubblicato un documento nel quale denuncia come tutte le parti coinvolte nel conflitto del paese africano stiano mettendo a rischio la popolazione civile. Secondo le ricerche effettuate sul campo da Amnesty International, le forze armate del Mali hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, tra cui esecuzioni extragiudiziali di civili. Stesso il giudizio nei confronti dei gruppi armati islamisti, responsabili di uccisioni illegali e del reclutamento di bambini soldato. Inoltre, almeno cinque civili, tra cui tre bambini, sono stati uccisi in un attacco aereo eseguito nell’ambito dell’operazione congiunta tra Francia e forze armate del Mali per fermare l’offensiva dei gruppi armati islamisti. Testimoni dell’organizzazione riferiscono che il 10 gennaio, alla vigilia dell’intervento francese, le forze armate del Mali hanno arrestato e poi sottoposto a esecuzione extragiudiziaria oltre due dozzine di civili, soprattutto a Sévaré. Testimoni oculari hanno visto i soldati gettare diversi corpi in un pozzo nel distretto di Wailudé e sparare all’interno del pozzo due o tre scariche di arma automatica. Secondo i racconti fatti ad Amnesty, le forze di sicurezza prendono di mira persone sospettate di avere rapporti coi gruppi armati islamisti, spesso per indizi assai tenui come i vestiti che indossano o le loro origine etniche. Il briefing di Amnesty documenta casi di esecuzioni extragiudiziali compiute dai gruppi armati islamisti. Secondo il racconto di testimoni oculari, dopo aver preso la città di Diabaly tra il 14 e il 15 gennaio, i militanti hanno sommariamente ucciso cinque soldati maliani rimasti feriti e un civile. Vi sono inoltre sempre più prove, riferisce l’organizzazione umanitaria. del reclutamento forzato e impiego di bambini soldato tra le file dei gruppi armati islamisti. A Diabaly si è notata la presenza di bambini anche di soli 10 anni armati di fucili insieme ai combattenti islamisti. A Ségou, Amnesty International ha potuto parlare con due bambini soldato fatti prigionieri, uno dei quali mostrava segni di disturbi mentali. “Il bambino stava in silenzio e con gli occhi rivolti a terra e non riusciva a parlare con noi. Era come se la sua mente non fosse del tutto presente – ha spiegato Gaetan Mootoo, ricercatore di Amnesty International sul Mali -. Il reclutamento di bambini soldato deve cessare immediatamente e chiunque sia ancora nei ranghi dei gruppi armati islamisti dev’essere subito rilasciato”. Amnesty International ha rilevato preoccupanti prove a sostegno della denuncia che cinque civili (tra cui una madre e i suoi tre piccoli figli) siano stati uccisi in un attacco aereo lanciato durante la controffensiva delle forze francesi e maliane. L’attacco è avvenuto la mattina dell’11 gennaio, il primo giorno dell’intervento della Francia, nella citta’ di Konna. Funzionari francesi hanno dichiarato ad Amnesty International di non aver compiuto in quel momento alcun attacco aereo su Konna, mentre un alto esponente del governo del Mali e un alto ufficiale delle forze armate locali hanno confermato che quella mattina era stata avviata un’operazione congiunta sulla città, cui avevano preso parte anche le forze francesi. “È assolutamente necessario che le autorità della Francia e del Mali indaghino per individuare chi ha compiuto quell’attacco e mettano a disposizione ogni elemento utile a determinare se esso abbia costituito una violazione del diritto internazionale” ha concluso Mootoo. (Red – 1 feb)