Un ritorno in campo che è una “risalita”, come insegna Mario Monti. Antonio Argenti, professore di Economia dello Sviluppo all’ Università di Helsingborg, nel sud della Svezia, torna nell’ agone politico con la lista per gli italiani all’ estero che fa capo al premier uscente, dopo aver già corso nel 2006, agli esordi del voto estero, nel cosiddetto ‘ listone’ di Romano Prodi. E spiega a 9Colonne il perché della sua scelta. “Due sono le ragioni che mi hanno spinto: la prima è che dal 2008 Berlusconi ci ha fatto fare una bruttissima figura all’ estero. Non sarei tornato se lui non avesse deciso di rientrare, e se anche riuscissi a toglierli quattro soli voti potrei ritenermi soddisfatto”. Ma il motivo che lo ha spinto a tornare non nel Pd, ma con Monti è presto esplicitato: “Nel 2006 il listone era fatto di coalizione bizzarra, ora ci siamo ritrovati con Danieli (l’ ex viceministro degli Esteri con delega agli italiani nel mondo, ndr) che ho adorato, ci siamo ritrovati”. E poi c’è da sottolineare “la dignità che ci ha ridato Monti con la sua opera di lobbying, trovando persone che risollevassero in Italia in meno di un anno”. Netto il giudizio sulle altre liste per l’ estero. Detto del Pdl, “nel Pd ci sono i capi storici, e al Senato Micheloni e Carozza si andranno a massacrare. E il secondo seggio al Senato (dato per scontato il primo al Pd, ndr) secondo me andrà a Di Biagio: è più credibile, stiamo facendo una grande campagna insieme e tra l’ altro Monti tira più in Europa che in Italia in questo momento. E non credo che Grillo in Europa faccia il botto”. Le ricette di Argenti per fermare il dissanguamento del ministero degli Esteri, a fronte dei tagli continui che hanno toccato quota 75: “Mettere in condizione le Regioni di avere una struttura in grado di scrivere progetti. Ci sono fondi europei che nessuno tocca. E in questo l’ Europa deve essere la ventunesima regione d’ Italia, ma attualmente sono utilizzati solo il 20% dei fondi Ue: siamo penultimi dopo Cipro”. Tra i temi più scottanti della campagna elettorale per l’ estero è la questione Imu: attualmente è lasciata ai singoli Comuni la discrezionalità di considerarla prima o seconda casa. Secondo Argenti, “una modifica deve passare a livello di Parlamento” e dunque la casa sfitta di chi abita all’ estero “deve essere considerata tassabile come prima casa”. (1 feb – Sis)