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“Tutti De Sica”: Roma celebra l’uomo, il regista, l’attore

it@withub.it by it@withub.it
8 Febbraio 2013
in Archivio speciali - Mostre
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Regista e attore, cantante e uomo di spettacolo. Sicuramente icona del cinema italiano. A lui, Vittorio De Sica, è dedicata una grande mostra, curata da Gian Luca  Farinelli – direttore della Cineteca di Bologna – e allestita al Museo dell’Ara Pacis di Roma. Si chiama, infatti, “Tutti De Sica” l’esposizione multimediale che fino al 28 aprile racconterà la vita del cineasta  in un percorso tra manifesti (più di venti originali) e fotografie (oltre quattrocento pezzi unici, sul set e fuori dal set, o in famiglia) immagini in movimento e oggetti di culto:  dalla carrellata di costumi originali fino alla bicicletta più famosa del cinema passando per gli Oscar che hanno suggellato i suoi film. Un itinerario costellato di documenti personali, dunque, con cui verrà “disegnato” il profilo completo dell’artista: nella mostra “Tutti De Sica” ci sarà, infatti, tutto De Sica. L’esposizione ruota anche attorno al sodalizio artistico tra i più felici della storia del cinema: quello con Cesare Zavattini, conosciuto nel 1939, dalla cui penna sono nati Sciuscià, Ladri di biciclette, Miracolo a Milano, fino a quell’Umberto D. che nel 1952 segnerà un anno di svolta per Vittorio De Sica, con la reazione all’insuccesso (e alle aspre polemiche scaturite dal film) e la fuga, in un certo senso, del De Sica attore dai film da lui diretti per trovare altrove e con altri autori la sua migliore espressione. La mostra passa in sequenza tutte le fasi della vita del cineasta: dai primi passi nel mondo dello spettacolo fino ad arrivare a quello che oggi rappresenta De Sica, il regista che ha contribuito a cambiare il corso del cinema italiano con alcune delle massime espressioni del Neorealismo. (red)

A VERONA “DOMUS”, GLI SCATTI DI GIORGIO CASALI

“Domus 1951-1983. Architettura, design e arte in Italia” a cura di Angelo Maggi e Italo Zannier verrà inaugurata al Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona il prossimo 16 febbraio. In esposizione gli scatti di Giorgio Casali, fotografo dei maggiori architetti e designer italiani, pubblicati dalla prestigiosa rivista internazionale domus, negli anni dal 1951 al 1983. Un percorso attraverso oggetti e strutture che hanno fatto la storia del design industriale e dell’architettura d’autore, portandoli alla ribalta della scena artistica mondiale e collocandoli, a pieno titolo, nell’inconfondibile stile Made in Italy. Le immagini provengono dal Fondo Casali, conservato e gestito presso l’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia. La mostra è realizzata dal Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona dall’Università IUAV di Venezia, dall’Estorick Collection of Italian Modern Art di Londra in collaborazione con la rivista internazionale di architettura, arte e design “Domus”. (red)

A NAPOLI “RESTITUZIONI 2013, TESORI D’ARTE RESTAURATI”

Dal 22 marzo al 9 luglio Napoli sarà protagonista della grande mostra “Restituzioni 2013. Tesori d’arte restaurati”. L’esposizione, ospitata in due prestigiose sedi, il Museo di Capodimonte e le Gallerie d’Italia di Palazzo Zevallos Stigliano, presenterà al pubblico 43 nuclei di opere d’arte – per un totale di oltre 250 singoli manufatti – appartenenti al patrimonio del Paese e restaurati nello scorso biennio da Intesa Sanpaolo nell’ambito del programma Restituzioni che la Banca dedica da oltre vent’anni alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio artistico italiano. Le opere esposte coprono un arco cronologico che va dall’VIII secolo a.C. al primo Ottocento e provengono da musei e chiese dei territori di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia, Calabria, dai poli museali delle città di Venezia, Firenze e Napoli stessa, e dai Musei Vaticani.  Importante la presenza di opere restaurate di ambito meridionale, tra cui il grande mosaico romano con scena di palestra da Reggio Calabria, la cosiddetta Tomba della Principessa di Canosa di Puglia, la celebre Stele Borgia che, insieme a due affreschi provenienti dalla Caserma dei Gladiatori di Pompei, al prezioso vaso dell’Amazzonomachia e alla Loutrophoros con Niobe e divinità, giunge dal Museo Archeologico Nazionale partenopeo.(red)

MILANO: LAURA ZENI “INDIAN PATTERN”

Giovedì 21 febbraio alle 18 verrà inaugurata presso lo Spazio Tadini di Milano la mostra   personale Laura Zeni “Indian Pattern” a cura di Fortunato D’Amico. L’esposizione delinea la cifra artistica di Laura Zeni tramite diverse opere, principalmente su carta e su tela, fra cui numerosi inediti ed alcuni lavori creati specificatamente per l’occasione come i dittici e i trittici di medie e grandi dimensioni. Ne nasce un percorso interessante in cui spiccano le tipiche teste con i relativi pensieri, i corpi in costante movimento e le forme stilizzate composte da elementi geometrici che si ripetono e si intrecciano in composizioni molto fitte.  L’accuratezza del dettaglio e le superfici equilibrate, si accompagnano in una alternanza di pieni e  di vuoti, richiamando le texture di alcuni tessuti ed in particolare i pattern indiani, sia per i lavori in cui si accostano colori accesi sia per le opere calibrate sui toni dei grigi. La creatività delle opere di Laura Zeni corre sul filo di schemi immateriali che diventano linee concrete, dai quali prendono forma i suoi concetti e la sua espressione artistica. Infatti un riferimento costante del percorso di Laura Zeni è l’attenzione alle aree spirituali, colme di storia e di tradizioni. La sua ricerca si rifà a matrici ancestrali, antiche, che incontrano il  mondo contemporaneo, dando vita a creazioni in sintonia con la realtà attuale, e con nuove forme compositive, legate alla sensibilità di ognuno di noi. Proprio a questa sensibilità fanno riferimento le opere che ritraggono: le teste – il luogo dove nascono i pensieri e le emozioni –  e i corpi – espressione di noi stessi e del divenire. (PO/red)

FRANCESCO TEMPESTA DI NEVERS TRA ARTE E SCIENZA

Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino presenta, dal 15 febbraio al 10 marzo, la mostra antologica di Francesco Tempesta di Nevers. La rassegna allestita nella Galleria delle Esposizioni del Palazzo barocco del Castellamonte presenta oltre sessanta lavori tra disegni, dipinti e installazioni. “Il percorso artistico di Francesco Tempesta di Nevers – scrive nella presentazione della mostra il curatore Angelo Mistrangelo – appartiene alla cultura visiva del secondo Novecento e del nuovo Millennio. Vi è nei disegni, nei dipinti, nelle installazioni l’essenza di una ricerca che unisce la creatività a una incisiva gestualità, l’intuizione all’energia del colore, le forme allo spazio”. Nei suoi lavori nulla è concepito come semplice rappresentazione, ma ogni elemento compositivo rispecchia la sua interiore visione della realtà, dell’ambiente e delle figure mitologiche. In particolare, Francesco Tempesta rivela una sottile ironia che gli permette di raggiungere, talvolta, una insinuante trasgressione, le cadenze di una interpretazione che va oltre il vero per consegnare e consegnarci il clima di un universo di sensazioni, emozioni, di incontri con un tempo segnato dalla denuncia sociale, dalla maternità, dall’uomo con tutte le contraddizioni, le speranze e le angosce esistenziali. Pittura, quindi, tra aspetti concettuali e psicologici, risvolti scientifici e architettonici, raffigurazioni complesse e altre evocative, che esprimono l’essenza di un dialogo continuo con la realtà contingente, la spiritualità e la propria segreta identità. La mostra al Museo Regionale di Scienze Naturali, rappresenta un punto di riferimento della lunga esperienza di Francesco Tempesta, documentata dalle immagini del fotografo Massimo Bruno e dal filmato “Franco Tempesta” di Samuele Marabotto, Remote 2011.  (red)

 

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