“La notizia ci ha colto tutti di sorpresa. Non sappiamo nulla, e comunque per rispetto non potremmo dire nulla, siamo a casa sua”. E’ passata appena un’ ora dal clamoroso annuncio di Papa Benedetto XVI, che ha comunicato l’ intenzione di dimettersi il prossimo 28 febbraio per motivi di salute, e l’ atmosfera dentro e fuori la Basilica di San Giovanni in Laterano, nel cuore di Roma, è quasi irreale. Gli addetti alla sicurezza stoppano sul nascere ogni genere di curiosità del cronista, la canonica è chiusa, nessuna possibilità di chiedere commenti a qualche religioso: “Dovevate provare la mattina presto” spiega, un po’ restia, suora dietro la cassa del negozietto di souvenir all’ interno in fondo alla navata, accanto all’ altare. Qui il Papa è stato in visita l’ ultima volta a giugno, ma soltanto tre giorni fa, venerdì scorso, l’ intera piazza (quella delle manifestazioni, quella del concerto del Primo Maggio, il cuore pulsante del traffico capitolino) è stata bloccata per favorire la visita di Benedetto XVI al Seminario della Pontificia Università Lateranense, esattamente alle spalle della Basilica: la notizia colpisce tutti gli addetti ai lavori, anche perché cade in una giornata importante come la Giornata del Malato: c’è da preparare la chiesa per la processione e le Santa Messa del pomeriggio, ma l’ attenzione è chiaramente altrove. I gruppi di turisti e di fedeli (inglesi, italiani del nord, ma soprattutto tanti spagnoli) si dividono in due categorie: chi già sa e chi no. Tra i primi regna l’ incredulità. “Siamo venuti fin qua, a Roma, in una della chiese più storiche, per apprendere questa notizia – spiega una turista spagnola – E’ incredibile, sembra un segno del destino”. Un gruppetto di ragazzi, italiani, davanti al portone della basilica ragiona sulle date del conclave: “Qui si rischia di arrivare a Pasqua senza un Papa, sarebbe grave”. In realtà i tempi ci sono: Pasqua cade il 31 marzo, in un mese tecnicamente è più che fattibile convocare il conclave e giungere alla sospirata fumata bianca. Dentro, più di qualcuno siede come accasciato e col volto pensieroso, e anziché l’ audioguida pare stiano ascoltando le ultime notizie sulle dimissioni. Più difficile spiegare la notizia ai tanti ancora ignari: ci vuole niente perché l’ intervista venga scambiata per uno scherzo: “Cos’è, una candid camera?” risponde un fedele. Difficile assicurare la veridicità della notizia, soprattutto visti i tempi che corrono. “Non è possibile, è una carnevalata” risponde un altro passante. Poi la notizia lentamente si diffonde e diventa argomento di conversazione nei bar che danno sulla piazza. Il clima che regna è l’ incredulità. “Hai sentito? Pare che il Papa si è dimesso” , dice un cliente all’ amico, che cade dalle nuvole: “Ma come? Il Papa mica si può dimettere”. Invece sì, pare proprio di sì . (11 feb – Sis)