Bruxelles – “Lavoro e diritti sono due parole che non possono più essere dissociate”. È in questa frase la sintesi della conversazione tra Giuseppina Paterniti e Susanna Camusso al Residence Palace di Bruxelles. In una sala gremita del Centro internazionale della Stampa, Elio Carozza, presidente uscente dell’INCA Belgio e candidato al Senato nella ripartizione Europa, ha introdotto l’intervista del Segretario Generale della CGIL, ringraziando Susanna Camusso per l’impegno costante nella difesa dei diritti e ricordando la lunga storia dei lavoratori italiani all’estero. “Perché nel nostro Paese se dici ‘infrastrutture’ tutti pensano ad un’autostrada e mai ad un asilo?” con questa riflessione, legata al ruolo della donna e dei giovani nel mondo del lavoro ha poi preso il via il dialogo tra Susanna Camusso e Giuseppina Paterniti, Corrispondente Rai da Bruxelles. Il colloquio, che ha ruotato attorno al libro “Il Lavoro Perduto”, un’intervista di Stefano Lepri al Segretario Generale della CGIL, ha spesso toccato i temi del lavoro e del ruolo femminile, indissolubilmente legato ai problemi dei giovani. “La maggior parte dei cervelli in fuga sono donne. E con questo il nostro Paese si priva di due valori al contempo”. Ed ancora: “Ci hanno raccontato la bugia che i giovani volevano il lavoro flessibile. Io non ne ho ancora incontrato uno!” . Riprendendo alcuni temi toccati nell’intervento introduttivo di Elio Carozza, Susanna Camusso ha poi ribadito la posizione del principale sindacato italiano: “La CGIL non é contraria alla flessibilità ma alla precarietà! L’ultima volta che ho guardato nel dizionario erano due parole diverse!” . (9colonne)