A MILANO LA PARIGI DI DOISNEAU
Dopo il successo ottenuto al Palazzo delle Esposizioni di Roma si tiene allo Spazio Oberdan di Milano, fino all’1 maggio, la grande rassegna antologica dedicata a Robert Doisneau, dal titolo “Paris en liberté”, che presenta oltre 200 fotografie originali, scattate da Doisneau nella Ville Lumière tra il 1934 e il 1991. Il percorso espositivo, organizzato per aree tematiche, ripercorre i soggetti a lui più cari, e conduce il visitatore in un’emozionante passeggiata nei giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, e poi nei bistrot, negli atelier di moda e nelle gallerie d’arte della capitale francese. I soggetti prediletti delle sue fotografie in bianco e nero sono infatti i parigini: le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo. Nella mostra si possono ammirare alcuni dei suoi capolavori più famosi, tra cui il Bacio dell’Hotel de Ville, divenuta l’icona più riconoscibile della sua arte. La foto, scattata nel 1950, ritrae una coppia di ragazzi che si bacia davanti al municipio di Parigi mentre, attorno a loro, la gente cammina veloce e distratta. L’opera, per lungo tempo identificata come un simbolo della capacità della fotografia di fermare l’attimo, non è stata scattata per caso: Doisneau, infatti, stava realizzando un servizio fotografico per la rivista americana Life, e chiese ai due giovani di posare per lui. (red)
DA ROMA AL VIA TOUR DISEGNI ARCHISTAR LIBESKIND
La Ermanno Tedeschi Gallery di Roma inaugura “Disegni architettonici di Daniel Libeskind”, prima mostra con i disegni del celebre architetto. La mostra, fino 30 aprile, riunisce 52 disegni originali che risalgono a 8 diversi progetti di Libeskind realizzati per la Germania, l’Italia (per la Fiera di Milano), la Polonia, gli Usa e l’Inghilterra, inclusi i lavori più rappresentativi dell’artista, ossia il Museo Ebraico di Berlino (2001) e il Master Plan di Ground Zero (2003). La mostra farà poi tappa alla Ermanno Tedeschi Gallery di Milano (a maggio), di Torino (a settembre), di Tel Aviv (a novembre), per poi tornare a New York per un grande evento di chiusura del progetto curato da Ermanno Tedeschi, in collaborazione con la Mapei. Dalla maestosità del rotolo che raffigura la visione per il Masterplan del World Trade Center di New York, presso Ground Zero, all’intimità che caratterizza gli schizzi per il Museo Ebraico di Berlino, il visitatore è accompagnato da Daniel Libeskind in un percorso personale tramite alcuni tra suoi progetti più noti. (red)
A LONDRA LA CINETICA SPIRITUALE DI ALBERTO DI FABIO
Un’installazione di Alberto Di Fabio, che unisce il mondo dell’arte e della scienza, è in mostra fino al 7 aprile alla Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra. L’allestimento, organizzato in collaborazione con la Gagosian Gallery e a cura di Pier Paolo Pancotto, si presenta come un progetto site specific concepito in relazione alle aree che collegano i diversi livelli del museo, in modo tale che i lavori vengono raggruppati formando strutture verticali attraverso la tromba delle scale dell’edificio, creando un forte impatto visivo ed emozionale. Viene inoltre presentata una selezione di opere dell’artista che creano un dialogo immaginario con i capolavori dell’arte italiana del ‘900 di proprietà del museo. Il 47enne artista di Avezzano indaga la natura, i fenomeni fisici che la governano, macro e microcosmi, attraverso uno stile pittorico che incorpora sia elementi astratti che realistici alla ricerca di una sorta di cinetica spirituale. L’artista, già collaboratore di Cy Twombly, Alighiero Boetti e Donald Baechler, da un trentennio espone in tutto il mondo e vive e lavora tra Roma e New York. (red)
GLI INEDITI DI FRANCESCO MARIA PIAVE
Si tiene fino al 14 maggio, alla Casa di Carlo Goldoni a Venezia, la mostra “non solo Giuseppe Verdi. Gli inediti di Francesco Maria Piave”. Francesco Maria Piave (1810-1876), celebre librettista e compositore muranese, affiancò la sua più prolifica produzione alla figura di Giuseppe Verdi, per il quale scrisse ben dieci libretti, tra cui “La signora delle camelie“ di Alexandre Dumas. Di Piave il museo di Casa Goldoni custodisce una preziosa e inedita raccolta di venti libretti autografi provenienti dal Museo del Vetro di Murano, al quale furono donati dalla famiglia. L’occasione del bicentenario della nascita di Verdi, che ricorre quest’anno, permette di cogliere l’opportunità di esporre questi rari esemplari, che rappresentano un tassello fondamentale per indagare il rapporto non solo culturale ma anche umano e socio-politico, intercorso tra il librettista e il maestro di Busseto. (red)
CENTO FOTOGRAFIE DELLA ROMA SCOMPARSA
E’ una Roma pittoresca in cui si colgono già i segnali del cambiamento, quella raccontata dalle immagini di Mario Carbone ed Emilio Gentilini. A questi due grandi fotografi romani, fino al 5 maggio, il Museo di Roma in Trastevere dedica la mostra “I volti, le pietre, la città. Mario Carbone – Emilio Gentilini” che raccoglie oltre 100 fotografie, scattate tra 1952 e il 1985, provenienti dalla collezione del museo e dalla collezione privata dell’archivio di Carbone, in fase di acquisizione da parte del museo stesso. Le immagini di Mario Carbone si distinguono per una poetica realista che documenta luoghi ed individui colti con nitida coerenza sia nelle istantanee che ritraggono ambulanti e operai nei rioni della città popolare, sia in quelle che documentano le vie dell’arte o della moda (Via Margutta, Via Veneto, Piazza del Popolo), frequentate da signore eleganti e personaggi famosi. Le immagini di Roma degli anni Settanta e Ottanta danno invece più spazio alle tematiche sociali: le manifestazioni politiche e di protesta, la scena “povera” e le pareti spoglie di cantine e garage adattate a palcoscenici dove Carbone ritrae l’avventura irripetibile dei teatri d’avanguardia romani. Di Emilio Gentilini si ammirano le foto che rievocano la Trastevere popolare degli anni Settanta con personaggi alle prese con lavori scaturiti da una creatività spesso tutta romana, lavori stanziali ed ambulanti (le botteghe storiche, ma anche le improvvisate vendite di generi alimentari davanti alla soglia di casa, la raccolta di cartoni, ecc.). Molte le immagini dedicate alla alla religiosità (il battesimo, il matrimonio, le processioni). Usi e costumi nati dal bisogno e dall’inventiva estemporanea, tali da tramutare la necessità in vera estetica popolare (l’arredo dei balconi e dei davanzali, la metodica nello stendere i panni alle finestre, il catino per lavare i panni che diventa scaldino). E ancora, lo svago e il tempo libero vissuti fuori dalle mura domestiche dove strade, marciapiedi e cortili diventano territorio vissuto e partecipato per ballare il saltarello, giocare a “zecchinetta” e scambiare quattro chiacchiere con la vicina. L’esposizione è promossa dall’assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico. (red)