“Grazie per questo premio ambitissimo per chi fa la nostra professione, ringrazio chi mi ha votato e chi no. E’ un premio che mi spinge a cercare di migliorare sempre”. Queste le parole di Antonio Conte al momento della consegna della Panchina d’Oro 2011-2012. II tecnico della Juventus è stato premiato a Coverciano dai colleghi come miglior allenatore della Serie A, mentre la Panchina d’Argento per la Serie B è andata a Zdenek Zeman, lo scorso anno alla guida del Pescara. Due riconoscimenti che sottolineano l’ottimo lavoro dei due tecnici, il primo capace di conquistare lo scudetto con la Juventus e il secondo artefice della promozione in A degli abruzzesi. “I ringraziamenti più grandi per questa mia vittoria vanno alla società Pescara ed ai giocatori che ho allenato, che mi hanno permesso di fare il calcio come piace a me” ha dichiarato Zdenek Zeman. Sia Conte che Zeman hanno potuto, almeno per mezza giornata, dimenticare le recenti amarezze: il tecnico della Juventus la sconfitta di sabato sera contro la Roma, che ha rovinato il bel clima di fiducia instauratosi dopo il blitz di Glasgow in Champions League ma non certo compromesso la corsa scudetto (il Napoli è pur sempre a quattro punti), il boemo per il recente esonero proprio dalla panchina della Roma. Conte ritroverà la squadra domani, dopo i due giorni di riposo concessi al termine della sfida dell’Olimpico: “Ci confronteremo come facciamo sempre e valuteremo i pro e i contro della gara di Roma, sapendo che possiamo fare meglio. I ragazzi però già ne sono consapevoli, se ne sono già accorti a fine partita, e dunque ora lavoreremo in vista della prossima sfida contro il Siena. Ci troveremo di mattino presto? E’ normale, com’è accaduto tante altre volte quando sottoponiamo gli atleti ai test. Era già programmato ed è sbagliato dire che si tratta di una punizione. Non devo proprio punire nessuno, anzi è grazie ai miei giocatori se oggi sono stato premiato”. Dopo lo scudetto e la corsa verso il bis, adesso Conte punta anche alla Champions, dove i quarti sono ormai a portata di mano. “Dobbiamo riconfermarci in Italia e sarà dura, perché questo è il primo anno in cui abbiamo più obiettivi e la Champions, lo abbiamo visto a Roma, toglie energie fisiche e nervose. Al di là di vincere o meno l’importante sarà andare avanti nel costruire qualcosa di importante. Si può anche vincere senza costruire e io invece, possibilmente, vorrei fare entrambe le cose”. (Sis – 18 feb)