L’endorsement al Partito democratico è arrivato ieri sera, un durante convegno organizzato con il Pd sul tema della pubblica amministrazione: “Alle forze di centrosinistra deve andare il sostegno di tutti i lavoratori pubblici” – ha detto a chiare lettere il segretario della Uil Pa, Benedetto Attili – Io ritengo impossibile che un lavoratore della pubblica amministrazione voti centrodestra dopo che Berlusconi ha detto che lui non ci pensava proprio ad aumentare lo stipendio dei dipendenti della pubblica amministrazione, e che è stato Fini a convincerlo”. E in questa campagna elettorale “sono rimasto colpito dal coraggio di un partito politico di affrontare il tema del lavoro pubblico, quando nessun altro lo fa perché è un tema decisamente scottante”. Certo, una volta al governo, ha spiegato Attili, “ci aspettiamo che il Pd prenda dei provvedimenti rispetto ai lavoratori pubblici per quello che rappresentano per l’Italia e per le opportunità di sviluppo dell’Italia, perché dobbiamo rigettare l’impostazione secondo cui il lavoro pubblico è visto come improduttivo e parassitario, e questo dipende dalle scelte che verranno fatte nei prossimi anni, e che condizioneranno non solo i prossimi 5 anni, ma almeno i prossimi 15-20 anni”. Scelte che secondo la Uil Pa devono andare decisamente nella direzione opposta rispetto a quella presa dagli ultimi due governi di Berlusconi prima, e di Monti poi. “La riforma Brunetta, il blocco di dieci anni del turnover, il blocco delle retribuzioni, il blocco delle contrattazioni fino al 2017”: questi, secondo quanto emerso ieri, i nodi fondamentali su cui il nuovo governo dovrà intervenire. Vediamo come.
Intanto la riforma Brunetta, che ha tolto di fatto ai sindacati lo strumento della contrattazione collettiva, va “azzerata”: in tal senso la Uil Pa si era mossa già prima della fine della legislatura, presenta un disegno di legge di iniziativa popolare che, si leggeva nella presentazione del testo, “nasce dall’esigenza di riqualificare positivamente il rapporto di lavoro e di impiego alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche […] deprezzato a seguito dell’entrata in vigore della Riforma Brunetta” e che era stato presentato in commissione Affari costituzionali alla Camera. Su questo punto, d’altronde, la Uil Pa ha incassato naturalmente il sostegno della Cgil (“La riforma Brunetta va abrogata – ha detto ieri Michele Gentile, responsabile del dipartimento settori pubblici – si tratta di un manifesto ideologico in cui la pubblica amministrazione viene considerata non come risorsa ma come un ente da abbattere”) mentre secondo Stefano Fassina, responsabile economia del Pd, “va superata attraverso innovazioni radicali perché quella di Brunetta non è stata una riforma ma un insieme di tagli dettati da logiche di cassa, con nessun miglioramento nella qualità dei servizi”.
La legge di stabilità varata dal governo Monti ha di fatto bloccato il contratto di lavoro per il pubblico impiego fino al 2017. Lo stop al rinnovo, unito al blocco della indennità di vacanza contrattuale, agirà per il 2013 e il 2014, mentre dal 2014 al 2017 sarà ripristinata l’indennità di vacanza contrattuale: Lo sblocco dei contratti arriverà solo tra quattro anni. Eppure, secondo il segretario generale Uil-Pa Benedetto Attili, “i 6-7 miliardi che sono stato risparmiati col blocco del contratto si potevano recuperare in decine di altri modi senza impoverire milioni di lavoratori. Quando si fa un’operazione politica di taglio colpendo il lavoro si fa un’operazione sbagliata”. Secondo i dati del Mef aggiornati a gennaio, l’andamento dei valori di spesa legati alle retribuzioni è cresciuto negli anni 2008 e 2009 soprattutto per gli aumentati livelli retributivi previsti dai rinnovi contrattuali intervenuti, mentre negli ultimi due anni ha intrapreso un deciso percorso di riduzione sia a causa della contrazione del personale che degli effetti delle manovre di contenimento della spesa pubblica che hanno avuto ad oggetto il pubblico impiego; ciò ha portato il livello della spesa a ridursi nel 2010 dell’1,8% e dello 0,6% nell’anno successivo.
Per quanto l’andamento delle retribuzioni nel pubblico impiego, i tagli secondo Attili “provocano una grandissima sofferenza per famiglie monoreddito” e per molte una potenziale “situazione di povertà se non riusciremo a sbloccare questa situazione”. In effetti, in applicazione delle norme di contenimento della spesa per il personale pubblico previste dal decreto legge 78/2010, i contratti collettivi di lavoro sono stati bloccati per l’intero triennio contrattuale 2010 – 2012 ed è stata corrisposta esclusivamente l’indennità di vacanza contrattuale a decorrere dal mese di aprile 2010. L’effetto sulle retribuzioni nell’anno 2010 può essere stimato in circa 0,4% e per il trascinamento nel 2011 si stima un ulteriore 0,2%. Altri interventi di contenimento della spesa sono stati diretti a ridurre la portata della contrattazione integrativa, a congelare le retribuzioni individuali ai valori “ordinariamente” spettanti nel 2010 e a bloccare le progressioni di carriera e gli aumenti retributivi previsti per il personale pubblico non contrattualizzato. In sintesi, nell’anno 2011 la crescita retributiva individuale è essenzialmente nulla.
La Uil Pa mette anche in guardia contro i rischi derivanti dal blocco del turnover, “che comporta da una parte l’innalzamento dell’età media, dall’altra una diminuzione progressiva della quantità di personale, con inevitabilmente calo della qualità dell’offerta. Nel periodo 2007-11 in tutti i comparti del pubblico impiego si osserva una riduzione generalizzata del personale più o meno marcata (con la sola eccezione dei Vigili del Fuoco che hanno esercitato nel 2011 le loro facoltà assunzionali relative agli anni 2009 e 2010 a causa del ritardo con cui sono stati emanati i provvedimenti di autorizzazione): -10.7% per la scuola, -9.1% nei ministeri, -2.8% per i corpi di Polizia, -1.4% in magistratura. La riduzione generalizzata del personale conferma l’efficacia delle politiche di contenimento del turn over introdotte per la generalità dei comparti a partire dal 2008 (Ministeri, Presidenza del Consiglio, Agenzie fiscali, Enti pubblici non economici, Università, Enti di ricerca, Vigili del fuoco, Corpi di polizia, Enti ex art. 70, Magistratura, Carriere diplomatica, prefettizia e penitenziaria). Tale riduzione si presenta più o meno marcata a seconda delle diverse limitazioni del turn over.
(20 feb – Sis)