Dopo averci fatto vedere come si possano vincere le elezioni senza partito, senza congressi, senza sedi, senza statuti e senza giornalisti, il Movimento 5 Stelle è atteso al varco del Parlamento: come si comporteranno i grillini nelle stanze del potere? Il movimento dell’ex comico genovese rappresenta il vero oggetto misterioso della politica italiana odierna. Un rompicapo per gli analisti, che seguono le prime uscite del Grillo “di lotta e di governo” ora con divertimento, ora con disorientamento. Ecco allora che giornalisti navigati e politici di lungo corso finiscono per seguire con trepidante attesa le news in arrivo dal blog di un ex comico. David Allegranti – giornalista di Corriere Fiorentino, Europa e Panorama – coglie esattamente questa novità epocale in un tweet che recita: “Fatemi capire, quindi adesso il sito di Beppe Grillo è il nostro nuovo spread quotidiano?”. Di sicuro le prime uscite del leader del M5S non lasciano intravedere un profilo più istituzionale per il movimento, anzi. Pierluigi Pardo, giornalista sportivo di Mediaset, richiama i grillini al senso di responsabilità: “L’anarchia è più sexy del compromesso, ovvio. Ma se il M5S vuole davvero cambiare l’Italia adesso non può fare il vago”. Qualcuno, però, intravede segnali di normalizzazione oltre la ruvida retorica. Luca Bianchini, voce di Radio2 e penna di Repubblica, scrive: “I grillini hanno festeggiato a Roma nel fighettissimo Bar del Fico con un giornalista del Tg1. Siamo già all’establishment”. A dominare nei commenti, comunque, è la porta chiusa in faccia al Pd da un Grillo che non è andato giù tenero con Bersani. Quest’ultimo non si è scomposto di fronte alle offese (“è un morto che parla”) e ha risposto secco: “Quel che Beppe Grillo ha da dirmi, insulti compresi, lo voglio sentire in Parlamento. E lì ciascuno si assumerà le proprie responsabilità”. La politologa Sofia Ventura ha risposto pronta: “Ma Beppe Grillo non è in Parlamento”. Il che, oltre all’ovvietà di fondo, implica anche di interrogarsi sulla reale influenza del capo indiscusso sui parlamentari 5 stelle: sarà con Grillo o con i grillini che le forze politiche dovranno confrontarsi? I secondi saranno solo un’espressione del primo? Sia come sia, il rapporto Pd-M5S fa discutere. Mattia Feltri, de La Stampa, riassume il tutto con una battuta lapidaria: “Accordo raggiunto fra Pd e M5S. Grillo ci mette la bara”. Gianluigi Paragone è polemico nei confronti del Pd: “Bersani chiede a Beppe Grillo di rispondergli in Parlamento. Gli italiani lo hanno già fatto nelle urne…”. Il giornalista del Fatto quotidiano e grande esperto di cose grilline Andrea Scanzi si stupisce dello stupore: “Grillo (duramente) ribadisce il già noto: niente alleanze o fiducia, solo sì occasionali a leggi condivise”. Giuseppe Cruciani de La Zanzara non crede che la frattura si ricomporrà a breve: “Qualsiasi cosa Bersani proporrà a Grillo, costui rilancerà sempre di più dandogli sempre del morto e del parassita. Auguri”. Chi proprio non riesce a digerire il Movimento di Grillo è Pierluigi Battista: “Scientology al governo, dai no”, scrive l’editorialista del Corriere della Sera, che poi twitta a ripetizione ripescando tutte le prese di posizione controverse dei grillini. Il critico cinematografico e autore televisivo Marco Giusti, infine, la butta sul religioso: “Vabbè pensiamo al Papa… Chi è il candidato di Grillo? Beruschi?”. (Ask – 27 feb)