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GIOVANI, GRILLINI E SCATENATI: PRONTA L’INVASIONE IN PARLAMENTO

it@withub.it by it@withub.it
27 Febbraio 2013
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Sono tanti, sono giovani, sono pieni di energia. E qualche volta sono anche un po’ inesperti, come Rosetta Blundo, eletta in Abruzzo, che a ‘Un giorno da Pecora’ dice di volere la riduzione del numero dei parlamentari ma non sa nemmeno quanti siano attualmente, di preciso: “Al Senato cinque-seicento. No, no, scusate, quello alla Camera. Al Senato sono circa trecento…”. Ma adesso tutta Italia, anche buona parte di quella che li ha eletti, si chiede da chi c’è dentro questa nuova ondata di novità che sta per invadere il Parlamento. Chi sono, insomma, cosa dicono, e perfino come devono chiamarli: grillini a loro non piace, qualcuno prova con ‘stellini’, sicuramente non nel modo più classico, onorevoli, vocaboli inviso al mentore Beppe Grillo: “Non chiamatemi onorevole, preferisco portavoce!” twitta Paolo Parentela, eletto al Senato in Calabria. “Deve continuare a esserci normalità – conferma Giulia Sarti, emiliana, alla Camera – non ci sentiamo importanti solo perché svolgiamo un incarico importante”. Uno molto importante potrebbe ricoprirlo Marta Grande, che a 25 anni è data per favorita a sostituire nientemeno che Gianfranco Fini alla presidenza di Montecitorio, magari propedeutico a un ruolo di primo piano alla Farnesina: “Studio ma mi manca solo la tesi in relazioni internazionali, non mi porterà via molto tempo  – spiega – Non abbiamo paura, la svolta è stata rendermi conto che la situazione per i giovani non è affatto favorevole, i miei colleghi o si sono dovuti spostare in un altro Paese o accontentarsi di un altro lavoro che non era in linea con quello che avevano studiato”.  Se lei potrebbe salire a Montecitorio, Dario Fo ha declinato l’offerta di occupare il Quirinale, e allora in pieno stile 5Stelle, il nome da supportare sarà deciso tramite democratica votazione sul web . “Raga… il prossimo Presidente lo sceglieremo on line – scrive il neo-senatore Andrea Cioffi – io, nel mio piccolo, avanzo una proposta… un uomo che, sicuramente, non firmerà mai una legge vergogna né qualcosa che non sia conforme all’art.11 della costituzione… Gino Strada… una vita di reale impegno… poche chiacchiere e tanti fatti…”. Adesso che il Parlamento è stato ‘invaso’, il Movimento Cinque Stelle deve affrontare però il vero nodo della questione: votare o meno la fiducia al Pd, dare un appoggio anche esterno o fare muro all’opposizione. Grillo, ovviamente tramite twitter, oggi ha chiuso le porte (“Non voteremo la fiducia al Pd né ad altri”), tra i nuovi eletti prevale una linea più morbida: “Se verranno appoggiate riforme chiare e necessarie al Paese, come una legge vera contro la corruzione, una nuova legge elettorale e la riduzione dei parlamentari, da lì si può partire per un discorso più ampio” (Adriano Zaccagnini, alla Camera nel Lazio). “Se ci sono convergenze su singoli punti del programma, posso votare la fiducia al governo Bersani” (Serenella Fucksia, neo senatrice nelle Marche). “Non penso ci potrà essere una fiducia a priori sulle parole” (Giulia Sarti). Insomma, la linea è ancora da decidere: d’altronde, come si presenta Paola Taverna (Lazio, Senato) su twitter citando Bukowsky:  “Il problema è che le persone intelligenti sono piene di dubbi mentre, le persone stupide sono piene di sicurezza”.  Quella sicurezza che è stata la debolezza della vecchia politica, e che l’ha portata al crollo: per il friulano Lorenzo Battista “il Pd è uno specialista per queste sconfitte, è la fine della terza repubblica via Beppe Grillo”. Maurizio Buccarella, pugliese, ricorda che “al Senato incontreremo (ancora) personaggi come Antonio Razzi…”. La toscana Alessandra Bencini bacchetta Maurizio Lupi del Pdl (“’faremo l’interesse dei nostri elettori’…la dice lunga, NON ha ancora capito che l’interesse deve essere dell’intero Paese Italia” e tutto il centrosinistra:  “Grillo smascheri il Pd e metta fine al partitismo”).  (Sis – 27 feb)

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