Perché la coalizione di Centro sinistra non ha ottenuto la maggioranza anche al Senato? Secondo il 46% degli elettori del Partito Democratico, intervistati per Otto e Mezzo (La7) dall’Istituto Demopolis, ha pesato, negli ultimi giorni, la minore incisività della comunicazione in campagna elettorale, anche in relazione ad un tema oggi di forte impatto come quello dei tagli ai costi della politica. Per circa un terzo ha inciso anche il rinnovamento ritenuto solo parziale della classe dirigente, oltre che la sottovalutazione della crescente forza di Grillo. Decisivo pure, per il 25% degli elettori, il rischio percepito di una eccessiva continuità con la politica economica del Governo Monti. Ieri mattina Pierluigi Bersani ha illustrato alla Direzione del Partito le linee fondamentali della sua possibile azione di Governo. Come emerge dall’indagine realizzata ieri ed oggi da Demopolis, sono molti i punti condivisi dalla maggioranza assoluta degli italiani. Sul versante economico, oltre i due terzi apprezzano il programma di riduzione delle imposte sul lavoro per rilanciare l’occupazione e l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa fino a 500 euro. Condiviso anche lo sblocco dei pagamenti della PA alle imprese, mentre qualche dubbio di realizzabilità desta la proposta, molto ben accetta, di una correzione delle politiche europee di austerità. In tema Giustizia, i due terzi dei cittadini valutano positivamente l’intento di varare la legge anti-corruzione; maggioranza molto ampia inoltre per una normativa efficace sui conflitti d’interesse e sul falso in bilancio. Ampiamente condivisi, i punti di Bersani in materia di riforma della politica: il dimezzamento del numero dei parlamentari e la riduzione degli stipendi in linea con quelli dei sindaci, approvata dall’86% degli italiani. Temi questi meno presenti negli ultimi giorni di campagna elettorale del PD, come anche la cancellazione delle Province e la riforma dei rimborsi elettorali, auspicate da circa i due terzi degli intervistati. Il 57% conferma anche oggi l’esigenza di una immediata modifica della legge elettorale. (Red – 7 mar)