La Giornata Mondiale del Teatro è stata creata a Vienna nel 1961 durante il nono congresso mondiale dell’Istituto Internazionale del Teatro (Iti), creato nel 1948, per iniziativa dell’Unesco e di personalità nel campo del teatro, la più importante organizzazione internazionale non governativa nel campo delle arti della scena. Dal 27 marzo 1962, la Giornata Mondiale del Teatro è celebrata dai centri nazionali dell’Iti attivi in un centinaio di paesi del mondo. Ogni anno, una personalità del mondo del teatro, o un’altra figura conosciuta, è invitata a condividere le proprie riflessioni sul tema del teatro e della pace tra i popoli. Questo, che viene chiamato il “messaggio internazionale”, è tradotto in diverse lingue ed è, poi, letto davanti a decine di migliaia di spettatori prima della rappresentazione della sera nei teatri nel mondo intero, stampato nelle centinaia di quotidiani e diffuso da radio e televisione sui cinque continenti. Jean Cocteau fu l’autore del primo messaggio internazionale nel 1962. Dario Fo è l’autore del messaggio di quest’anno. “Tempo fa il potere risolse l’intolleranza verso i commedianti cacciandoli fuori dal paese – scrive l’attore -. Oggi gli attori e le compagnie hanno difficoltà a trovare piazze teatri e pubblico, tutto a causa della crisi. I governanti quindi non hanno più problemi di controllo verso chi si esprime con ironia e sarcasmo in quanto gli attori non hanno spazi né platee a cui rivolgersi. Al contrario, durante il Rinascimento in Italia chi gestiva il potere doveva darsi un gran da fare per tenere a bada i commedianti che godevano di pubblico in quantità. E’ noto che il grande esodo dei comici dell’arte avvenne nel secolo della Controriforma, che decretò lo smantellamento di tutti gli spazi teatrali, specie a Roma, dove erano accusati di oltraggio alla città santa. Papa Innocenzo XII, sotto le assillanti richieste della parte più retriva della borghesia e dei massimi esponenti del clero, aveva ordinato, nel 1697, l’eliminazione del teatro di Tordinona, il cui palco, secondo i moralisti, aveva registrato il maggior numero di esibizioni oscene”. (red-27 mar)