(3 apr) – Da oggi a sabato l’Aislli, l’Associazione Internazionale di Studi Italiani che ha sede nell’Università della Pennsylvania, organizza la sua conferenza internazionale, che tiene ogni tre anni, ospitando centinaia di persone provenienti da diversi Paesi, con l’obiettivo di coinvolgere le comunità italiane nel mondo e analizzare i fenomeni che hanno rimesso in discussione le categorie di lingua e nazionalità. Il convegno, che si volge all’Università della Pennsylvania, dal titolo “Linguaggi dell’Italia negli Usa fra tradizione e innovazione”, intende analizzare la varietà di forme e linguaggi dell’italicità oltreoceano, dove è radicata la presenza di italiani di varie generazioni. “La civiltà italica è nata da una serie di fenomeni multipolari generati dall’incontro di diverse culture – si legge nella presentazione -. Sono gli italici, non solo gli ‘italiani’, che hanno promosso l’italicità nel mondo: stranieri che hanno scelto la cultura italiana come punto di riferimento. Diversamente da altre culture, come quella anglosassone o quella ispanica, la cultura italiana si basa solo parzialmente su una comunità linguistica omogenea e fortemente identitaria. La forza dell’italicità risiede precisamente nell’abilità di combinare diversi linguaggi, etnie, e codici di comunicazione. La questione è cruciale anche per la politica estera: in un mondo ‘glocal’, le relazioni politiche e culturali devono essere mantenute anche con ‘italici’ che non parlano necessariamente italiano e che sono interessati a riscoprire il “parlar materno” di dantesca memoria”. (red)