C’era una volta Pontida. All’inizio degli anni ’90 un combattivo Umberto Bossi, leader carismatico della Lega Nord, parlava al popolo padano più unito che mai. Non c’erano “bossiani” e “maroniani”, correnti e rischi di scissione, Roberto Maroni era allora un giovane dirigente del partito e la Lega non aveva ancora attraversato gli scandali che le avrebbero poi fatto perdere l’innocenza. Era, almeno per il Nord, quello che il Movimento Cinque Stelle è oggi con tanto di ideologo al seguito, il politologo Gianfranco Miglio: un’alternativa ai partiti tradizionali che aveva fatto irruzione in Parlamento per scardinare il sistema dall’interno. In questo filmato del 1992, in uno dei primissimi raduni di Pontida, il Senatur incitava così la folla: “Su questo prato gli uomini si radunavano per giurare prima della grande battaglia che la vita valeva la pena di essere vissuta se si era liberi, ma non separati gli uni dagli altri, liberi e uniti come siamo noi in questa grande massa, in una forza, in una grande battaglia di libertà per l’uomo: è quello che sta facendo la Lega”. Oggi, nello stesso luogo, le sue parole sono state altre: “Chi ha detto che tutto va bene è un leccaculo. Non ho fatto la Lega per romperla: la base deve contare di più e conterà, ma ora niente insulti e niente fischi”. (Caf – 7 apr)