Roma, 8 apr – In un paese come l’Italia “con un diluvio di informazioni politiche di questa portata l’elettorato dovrebbe essere in condizione di poter decidere con grande cognizione di causa a chi dare il proprio voto nel momento delle elezioni, siano esse amministrative o politiche”. E’ quanto si legge nel “punto” di Dino Nardi, coordinatore Uim per l’Europa e consigliere del Cgie. “Invece l’assurdo (ovviamente a mio avviso) è che dopo venti anni gli elettori italiani credono ancora a Silvio Berlusconi” e “a Beppe Grillo”. “Ma forse la spiegazione di tutto questo l’ha data il giornalista e scrittore Beppe Severgnini nel suo recente libro ‘La pancia degli italiani’ quando scrive che in Italia coloro che leggono abitualmente i quotidiani e seguono gli approfondimenti politici delle varie televisioni sono sempre i soliti cinque milioni di italiani. Troppo pochi? Evidentemente si!” conclude Nardi.