Di tornare “non lo prevedevo”, ma vista situazione di stallo politico è stato inevitabile. Adesso però bisogna accelerare la formazione di un governo, che non può non essere “composto di forze politiche differenti”, ed effettuare quelle riforme che sono necessarie perché in questi anni “hanno finito per prevalere contrapposizioni, lentezze, esitazioni circa le scelte da compiere, calcoli di convenienza, tatticismi e strumentalismi”. Giorgio Napolitano giura per la seconda volta, un inedito storico, da presidente della Repubblica e alle Camere riunite, pur visibilmente commosso, non lesina critiche per l’ impasse degli ultimi tempi. E visto che i tempi per la formazione di un governo sono strettissimi arriva subito al sodo: “Sulla base dei risultati elettorali non c’è partito o coalizione che abbia chiesto voti per governare e ne abbia avuti a sufficienza per poterlo fare con le sole sue forze. Qualunque prospettiva si sia presentata agli elettori, o qualunque patto si sia stretto con i propri elettori, non si possono non fare i conti con i risultati complessivi delle elezioni. Essi indicano tassativamente la necessità di intese tra forze diverse per far nascere e per far vivere un governo oggi in Italia, non trascurando, su un altro piano, la esigenza di intese più ampie, e cioè anche tra maggioranza e opposizione, per dare soluzioni condivise a problemi di comune responsabilità istituzionale”. E basta parlare di ‘ inciuci’ e ‘ governissimi’: “Non bisogna correre dietro alle definizioni”. (Sis – 22 apr)