I MUMMENSCHANZ A ROMA FESTEGGIANO I 40 ANNI DI CARRIERA
I Mummenschanz tornano a Roma. La storica compagnia sarà al Teatro Olimpico fino al 12 maggio, ospite del Festival internazionale della danza della Filarmonica romana e Teatro Olimpico, per celebrare 40 anni di straordinari successi. Soprannominati “Les musiciens du silence”, i Mummenschanz si esibiranno nello spettacolo dell’arte visiva, della mimica e del non-verbale, nella magia del silenzio e delle ombre, dei corpi che mutano e che cambiano, assumendo ogni forma. Le storie raccontate dai Mummenschanz, infatti, sono soltanto visive. Non ci sono accompagnamenti musicali, né scenografie. Irrompono sul palcoscenico indossando quello che la nostra società ha depauperato di valore, i nostri scarti: sacchetti dilatati, resti di tubo a fisarmonica, bidoni, fili di ferro o serpentine luminescenti, stralci di stoffa, pezzi di cartone, polistirene, gommapiuma ed altro ancora. Tutti materiali mossi o modellati in modo da generare una fantasmagoria proteiforme centrata sull’umano la quale ci trascina in un insolito girotondo gioioso, sorprendendoci, divertendoci e meravigliandoci ogni volta. “In questo spettacolo – racconta Floriana Frassetto fra le fondatrici e attuale interprete della compagnia – c’è tutto il nostro linguaggio: poetico, ironico, stimolante, provocante per la fantasia e per il gioco e pieno di emotività. Siamo uno spettacolo per un pubblico dai 6 ai 106 anni”. (Cle)
“LUMINESCIENZ (LA SETTA)” IN PRIMA NAZIONALE A MILANO
In prima nazionale al Teatro Filodrammatici di Milano dal 7 al 19 maggio l’opera di Dario Merlini diretta da Umberto Terruso “Luminescienz (la setta)”. La nuova produzione degli Òyes racconta la storia di un uomo che, risvegliatosi dal coma in seguito a un incidente, sostiene di essere stato scelto da un’entità superiore per divenire il profeta di una nuova religione, fondamentale per la salvezza del genere umano. Nonostante un’iniziale diffidenza, attorno a lui si raduna ben presto un gruppo di “fedeli” tra i quali la sua ex-compagna, estremamente colpita dal mutamento avvenuto nella personalità dell’uomo e stupita dalle sue nuove e apparentemente “sovrannaturali” capacità. L’adesione al gruppo di un noto attore cinematografico, fa balzare “la setta” sotto i riflettori dei media e porterà un enorme afflusso di nuovi fedeli e inaspettate ricchezze ai tre amici. Con la fama arrivano però i problemi: ex adepti accusano la setta di usare metodi coercitivi e di praticare un vero e proprio “lavaggio del cervello” sui propri membri, il rapporto tra il “profeta” e i suoi due più fedeli discepoli si incrina. Il profeta aumenta la segretezza e la chiusura mediatica del suo impero, in un crescendo paranoico. Forse, solo un miracolo potrebbe risolvere la situazione. In scena Enrica Chiurazzi, Stefano Cordella, Andrea Lapi, Francesco Meola e Dario Merlini. (red)
MAURI E STURNO INSIEME CON “QUELLO CHE PRENDE GLI SCHIAFFI”
Per celebrare i tre decenni del sodalizio artistico di due grandi attori del palcoscenico italiano, Glauco Mauri e Roberto Sturno, ecco in scena, dal 7 al 19 maggio al Teatro Carignano di Torino, una favola: “Quello che prende gli schiaffi”, libero adattamento di Glauco Mauri, che cura anche la regia, dal testo di Leonid Nikolaevič Andreev, autore e intellettuale protagonista dei primi anni del secolo scorso in Russia, drammaturgo amato da Stanislavskij e Mejerchol’d, il cui stile letterario “espressionista” lo ha collocato accanto a scrittori come Kafka e Kubin. Quello che prende gli schiaffi (He who gets slapped) è anche un film muto del 1924 diretto da Victor Sjöström e interpretato da Lon Chaney e John Gilbert. Con un’inquietante somiglianza con lo stato dell’arte nell’epoca attuale, la vicenda vede protagonista un uomo che dedica la propria vita alla cultura e alla ricerca e viene per questo vessato e umiliato dalla tracotanza del potere. La tragedia deve così mascherarsi da farsa, e l’uomo di scienza dovrà diventare un clown, costruendosi una nuova vita nella dimensione del palcoscenico. Un pagliaccio che fa della sua pubblica umiliazione lo spettacolo più divertente per il pubblico pagante. L’uomo che si fa clown è interpretato da Roberto Sturno mentre Glauco Mauri è un saggio e accogliente Papa Briquet, il presentatore e direttore del circo. “La mia libera versione del testo – spiega Mauri – è motivata dalla necessità di mettere in evidenza il comico e il tragico, sempre più protagonisti della nostra società. Quello che prende gli schiaffi è uno spettacolo che racchiude in sé dramma e farsa, risate e lacrime. Undici attori sulla scena raccontano di un uomo che vuole fuggire dalla realtà nella quale vive e dove dominano l’egoismo, l’indifferenza, il denaro che può comprare anche i sentimenti più puri”. (red)
LA COMICITA’ DI CIARRAPICO E PANNOFINO DI SCENA A ROMA
Sarà in scena fino al 19 maggio al Sala Umberto di Roma “E’ andata così” di Giacomo Ciarrapico per la regia di Claudio Boccaccini con Francresco Pannofino e Emanuela Rossi, Eugenia Costantini e Alessandro Marventi. Un padre, agente di viaggio in crisi professionale e forse esistenziale; una madre alla ricerca – ancorché tardiva – di una propria identità; una figlia anafettiva, troppo intelligente e secchiona; un figlio in perenne simbiosi con l’iphone e con improbabili velleità di cantante rap. Cosa succede a una famiglia così quando il già precario equilibrio finanziario precipita nel baratro a causa dell’arrivo tanto improvviso quanto devastante di una spaventosa cartella esattoriale? Riuscirà il traballante nucleo familiare a difendersi dagli effetti tangibili di una crisi economica mondiale che però – fino a quel momento – sembrava aver colpito solo gli altri? La necessità – si sa – aguzza l’ingegno e padre, madre e i due ragazzi si troveranno a immaginare soluzioni fantasiose, bizzarre, improbabili, fino a che il bagliore di un possibile spiraglio di luce spunterà inaspettatamente proprio dall’ipotesi meno immaginabile. E’ andata così. Una commedia divertente, a tratti irresistibile, che racconta con linguaggio contemporaneo l’Italia di oggi, in bilico fra l’ansia di un incerto futuro e la leggerezza dell’incoscienza. (PO/ red)
A ROMA UNA SERATA PER RICOSTRUIRE LA CITTA’ DELLA SCIENZA
Con il titolo “Napoli, te voglio bene assaje…” si esibiranno in un’unica serata a Roma Luigi De Filippo, Gigi D’Alessio, Eugenio Bennato, Alessandro Preziosi, Bungaro, Angela Pagano, M’Barka Ben Taleb, Leontina Pallavicino e tanti altri in uno spettacolo di raccolta fondi per la ricostruzione della Città della Scienza di Napoli. All’evento, che si svolgerà il 10 maggio alle 21 presso il Teatro Parioli Peppino De Filippo, interverrà anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Con il Patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli. “Dopo la nottata nella quale è andata in fiamme, la Città della Scienza di Napoli, per merito della solidarietà di molti e l’interessamento delle sue istituzioni, sta rinascendo – commenta Luigi De Filippo – Con la volontà di dimostrare che pochi malintenzionati possono distruggere temporaneamente le strutture della cultura, ma non l’idea. Anche se la Scienza brucia, è la città di Napoli che non brucia. Napoli, non è ‘na carta sporca o cenere bruciata dalle fiamme, ma è come la mitica Araba Fenice che rinasce ogni giorno a nuova vita. La serata, che avrà luogo al Teatro Parioli Peppino de Filippo di Roma e alla quale interverranno noti artisti e personalità, ha lo scopo benefico di collaborare alla ricostruzione della Città della Scienza”. (Cle)