Roma, 3 mag – “Siamo al solito refrain, alla replica di un film sbiadito superato dagli eventi ma di grandissima attualità, che ripropone con tono gracchio quella celebre frase ‘tutto cambia affinché nulla cambi’ pronunciata dal principe Salina nel capolavoro di Tomasi di Lampedusa. Da quel dì, sono trascorsi oltre 200 anni. La nuova formazione del governo italiano, dopo un lungo travaglio e tante tristi vicissitudini, era chiamata a compiere un profondo cambiamento in discontinuità con le antiche pratiche e consuetudini per riappacificare i cittadini con le istituzioni, dopo decenni di malcostume e malversazioni compiuti ai danni di un paese inerme. Dalle prime scelte compiute si nota che la risposta alle attese è stata blanda, anzi sembra essere ritornati indietro nel tempo in cui era sufficiente cambiare le facce di ministri e sottosegretari per continuare a gestire spensieratamente il potere”. Lo sottolinea in una nota Michele Schiavone, componente della delegazione svizzera nel Consiglio degli italiani all’estero e segretario del partito democratico in Svizzera. (red)