(6 mag) Nel corso del 2012, sono state sequestrate in Italia 68.615 banconote denominate in euro. Dal rapporto statistico sulla falsificazione dell’euro, curato dal dipartimento del Tesoro, risulta che il maggior numero di banconote ritirate riguarda il taglio da 20 euro, che risulta essere pari al 48,6% del totale (33.350 banconote). Le monete sequestrate nel corso del 2012 sono state invece 10.149. Il conio più frequente è quello da 1 euro. Nel 2012 si registra una netta diminuzione della contraffazione delle banconote e monete ritirate e sequestrate rispetto al 2011. Sul totale delle 68.615 banconote ritirate e/o sequestrate, il numero di biglietti aventi come elemento iniziale della combinazione alfanumerica l’indicazione riservata all’Italia è stato di 16.537 unità (pari al 31%) a fronte di 37.068 unità (pari al 69%) riconducibili a combinazioni alfanumeriche di altri Stati membri. Occorre precisare che i dati non sono indicativi necessariamente del Paese nel quale sono state realizzate le falsificazioni, dato che i falsari sono soliti diversificare le combinazioni alfanumeriche anche per poter disporre di un numero maggiore di cliché per la riproduzione delle banconote. Nel 2008 si è avuto un massimo del fenomeno, si sono sequestrate e/o ritirate 322 mila unità per un valore di quasi 16 milioni di euro. Il 2012 è l’anno in cui il fenomeno presenta i suoi livelli minimi. L’euro è la valuta ufficiale dell’Unione Europea, attualmente adottata da 17 dei 27 Stati Membri (Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna). Questa vasta area, che viene comunemente chiamata “Eurozona”, comprende una popolazione di oltre 332 milioni di abitanti; se si tengono in considerazione anche quei Paesi terzi che utilizzano divise legate all’euro, la moneta unica interessa direttamente oltre 480 milioni di persone, che la utilizzano quotidianamente.
http://www.tesoro.it/primo-piano/documenti/Rapporto_statistico_2012_DEFINITIVO_25_marzo_2013.pdf