(7 mag) Nonostante i continui progressi, a livello globale, verso l’obiettivo di ridurre la mortalità materna del 75% entro il 2015, l’Africa sub-sahariana rimane drammaticamente indietro. Ancora 162mila mamme muoiono ogni anno per mancanza di cure adeguate durante la gravidanza e il parto, una cifra che rappresenta il 56% del totale globale. In altre parole, 5 madri su 1000 continuano a perdere la vita nel dare la vita, mentre altre 150 sviluppano serie complicazioni a lungo termine. Più dell’80% di queste morti sono l’esito di complicazioni che potrebbero essere facilmente prevenute o curate in centri sanitari dotati di servizi ostetrici di emergenza. Perché queste donne muoiono? Perché non ci sono ostetriche in numero sufficiente per prendersi cura di tutte loro. Perché non sono informate o educate sulla necessità delle cure prenatali e sull’importanza di partorire in un centro medico con personale competente, così partoriscono perlopiù a casa. Perché i centri di salute sono troppo lontani e di norma non ci sono mezzi di trasporto o ambulanze per accompagnarle quando inizia il travaglio. Perché spesso hanno gravidanze numerose e ravvicinate, non avendo accesso a sistemi di pianificazione familiare per evitare le gravidanze indesiderate. Le ostetriche sono una risorsa fondamentale per fornire servizi di family planning ed educazione sessuale, per prevenire o curare complicanze come emorragie, infezioni, pressione sanguigna elevata, malaria o anemia, tutti fattori controllabili con gli adeguati sistemi di monitoraggio della gravidanza e del parto. Per questo motivo, Amref promuove la campagna internazionale Stand Up for African Mothers. La campagna ha un obiettivo concreto e perseguibile: formare 15mila ostetriche entro il 2015 e contribuire alla riduzione della mortalità materna in Africa del 25%. Una volta formata, ogni ostetrica può assistere 500 donne ogni anno e far nascere in condizioni di sicurezza centinaia di bambini. I programmi di formazione si svolgono in 13 Paesi: Angola, Burundi, Lesotho, Malawi, Mozambico, Rwanda, Sud Sudan, Tanzania, Uganda, Zambia, Etiopia, Senegal, Kenya. Grazie a tutti coloro che hanno sostenuto la campagna, nel 2012 sono state già formate 2845 ostetriche e molte altre hanno intrapreso il percorso di studi organizzato da Amref. Nelle aree remote, in cui non vi sono adeguate infrastrutture scolastiche, i corsi si svolgono attraverso una specifica piattaforma e-learning chiamata Virtual Training School (Avts). Oggi l’Avts è considerato un vero centro di eccellenza per le scienze infermieristiche con l’obiettivo di rendere accessibile a tutti – sia economicamente che geograficamente – la formazione continua con metodi innovativi. (Red)