Kampala – Approfondire i rapporti di collaborazione tra il mondo del profit e quello dell’associazionismo nel continente africano, in vista del quarto convegno nazionale che si terrà a Genova a novembre. È stato questo l’obiettivo della missione in Uganda di Medici in Africa e del Consorzio SPeRA (Solidarietà, Progetti e Risorse per l’Africa). “In Uganda le ong italiane sono ben integrate e molto considerate dalla popolazione. Lavorano al fianco di numerose nostre imprese che investono nel paese, con risultati concreti e duraturi a vantaggio della popolazione locale” ha detto Edoardo Berti Riboli, presidente del Consorzio SPeRA (Solidarietà, Progetti e Risorse per l’Africa) e dell’associazione Medici in Africa, commentando gli esiti di una missione conoscitiva di 12 giorni in uno dei paesi africani che sta vivendo un periodo di forte crescita economica. “L’ Uganda rappresenta un ottimo esempio di collaborazione tra associazioni e ong da un lato e imprese private italiane dall’altro – ha aggiunto Berti Riboli – Un caso interessante da seguire e che sarà oggetto di studio nel nostro IV convegno di novembre, dedicato proprio al rapporto tra volontariato e imprese nell’aiuto al continente africano”. “Abbiamo visitato buona parte dell’Uganda dove le ong italiane sono presenti da circa 30-40 anni, integrate e molto considerate dalla popolazione – continua Berti Riboli- Ad aprire la strada sono state le missioni dei padri Comboniani, che hanno creato una radice di considerazione e rispetto e un ottimo rapporto con il governo locale. Negli ultimi anni, grazie anche a una maggiore stabilità politica rispetto al passato, l’Uganda sta diventando un paese attraente anche per le nostre imprese”. Qui entra in gioco l’importanza della collaborazione tra privato e no profit: “Dal punto di vista legislativo le ong possono accedere ai finanziamenti pubblici ma non possono avere rapporti commerciali con enti privati. Ma, laddove il sostegno pubblico scarseggi, cosa che accade sempre più spesso in Italia, coordinare il proprio lavoro con quello delle imprese consente la realizzazione di obiettivi comuni”. Nel corso della missione il prof. Berti Riboli ha incontrato l’ambasciatore italiano a Kampala, Stefano Dejak, già promotore in Uganda del “Business club Italia” al fine di assicurare un approccio sistemico alle aziende italiane nel Paese. Dejak si sta si sta adoperando ora anche per la creazione di un consorzio di associazioni e ong italiane perché facciano squadra e trovino un ambiente ideale per lavorare. (9colonne)