(30 mag) Lo spettacolo “Nessuno lo sapeva che eravamo santi”, liberamente tratto dall’omonimo libro di Eraldo Miscia, con la drammaturgia e la regia di Eva Martelli, dopo la rappresentazione nell’ambito della Stagione Teatrale 2012/2013 del Teatro Fenaroli di Lanciano e la Targa ad Onore 2012 conferita dall’Associazione Minatori – Vittime di Marcinelle Lettomanoppello, approda a Marcinelle, in Belgio, presso il sito Unesco del Bois du Cazier. E’ l’8 agosto del 1956: quel giorno la vita di intere famiglie italiane e non solo cambiò per sempre. A Marcinelle, infatti, 136 minatori italiani persero la vita nell’incidente del Bois du Cazier. L’Abruzzo fu una delle regioni più colpite da questa tragedia. Donne e bambini videro mutare il loro destino repentinamente. C’erano tante donne a Marcinelle. E tante erano rimaste a casa, in Italia, ad occuparsi della famiglia. Sono proprio le donne le protagoniste dello spettacolo che racconta la vita che si conduceva in Italia nei paesi dell’Abruzzo nel dopoguerra e le storie di uomini costretti all’emigrazione. Lo spettacolo, liberamente tratto dall’omonimo libro in versi (pubblicato nel 1958) di Eraldo Miscia, poeta e scrittore nato a Lanciano nel 1920, ci conduce nell’Italia degli anni dell’emigrazione e offre i ritratti di alcuni sfortunati uomini che persero la vita a Marcinelle. Antonio, Stefano, Filippone, Taddeo, Camillo, Prospero rappresentano simbolicamente tutti i minatori morti al Bois du Cazier e le loro storie raccontano di uomini e donne che hanno sacrificato la loro vita per dare un futuro migliore alle nuove generazioni. Il lavoro drammaturgico e registico di Martelli è incentrato sull’evocazione di squarci di quotidianità al femminile. Il lavoro domestico, caratterizzato da una gestualità al tempo stesso quotidiana e rituale, fa emergere le storie dei loro uomini, i loro volti, i moti interiori. Mogli, madri, figlie, sorelle si fanno testimoni della tragedia e diventano portatrici di memoria, per non dimenticare che il diritto al lavoro significa soprattutto diritto alla vita, ieri come oggi. La rappresentazione teatrale sarà la struttura narrativa del documentario “Uomini a perdere” del regista Antonello Tiracchia, dedicato alla tragedia di Marcinelle. (Gil)