Il diabete spaventa, non è solo un modo di dire. 371 milioni di persone colpite nel mondo: quasi 100 milioni solo in Cina (92,3 mio) e 63 milioni in India. Ma nella top 10 dell’International Diabetes Federation (IDF) compaiono Usa (24,1 mio), Brasile (13,4), Russia (12,7), Messico (10,6), Indonesia (7,6), Egitto (7,5), Giappone (7,1), Pakistan (6,6). “L’Italia ha superato i 3 milioni, siamo a 3,3, senza considerare 1 milione di persone che nel nostro Paese ha il diabete non diagnosticato”, commenta Giorgio Sesti, Presidente Comitato scientifico Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation, che come ogni anno organizza l’Italian Barometer Diabetes Forum, summit internazionale di esperti, politici, economisti sanitari, giunto alla sua sesta edizione, in programma oggi e domani a Monte Porzio Catone. Organizzato da IBDO Foundation, in collaborazione con Università di Roma Tor Vergata, Diabete Italia, Associazione di iniziativa parlamentare e legislativa per la salute e la prevenzione, World Diabetes Foundation, European Public Health Association, Think Tank Horizon 2020, con il supporto non condizionato di Novo Nordisk, il Forum 2013 ha come “obiettivo principale l’identificazione di strategie per affrontare il diabete, che siano frutto della collaborazione tra addetti ai lavori e Istituzioni a livello sempre più globale, e non solo dal punto di vista clinico, ma soprattutto sociale, economico e politico” spiega Renato Lauro, Rettore Università di Roma Tor Vergata e Presidente IBDO Foundation. A testimonianza di ciò, nell’ambito della manifestazione viene siglato un “memorandum of understanding” tra IBDO Foundation e Observatorio de Diabetes de Colombia, “per un impegno comune tra i nostri Paesi nel tracciare una roadmap, in grado di individuare priorità di intervento nella lotta alla malattia”, aggiunge Lauro. Secondo i dati IDF 2012 presentati nel corso della sessione “The Global Burden of Diabetes” organizzata da World Diabetes Foundation: 4 persone con diabete su 5 vivono in Paesi a medio-basso reddito e 1 morte su 2 riguarda persone con diabete che hanno meno di 60 anni di vita. (Red – 10 giu)