(17 giu) Si chiama Tergeo ed è il progetto di Unione Italiana Vini sulla sostenibilità che in poco tempo è diventato un vero punto di riferimento internazionale. Con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità dell’impresa vitivinicola, attraverso la qualificazione e divulgazione di soluzioni tecnologiche e gestionali innovative, l’iniziativa da subito si è presentata con un carattere di grande attendibilità e professionalità. Convocati ai più importanti tavoli di discussione intorno alla sostenibilità, i responsabili di Tergeo hanno preso parte ad appuntamenti in Italia e all’estero. Tra le esperienze più recenti e significative, quella all’Enoforum di Arezzo dove si è parlato di sostenibilità nella filiera vinicola e di come questa materia abbia l’urgenza di essere normata perché priva per adesso di riferimenti certi e univoci sia per i produttori che i consumatori. A discuterne i principali soggetti impegnati in materia a livello mondiale: da EcoProwine (che coinvolge sei Paesi europei) all’esperienza di Sud Africa, Nuova Zelanda e California, e il progetto tutto italiano V.I.V.A per la sostenibilità in etichetta. Nell’occasione Tergeo ha portato la sua esperienza e presentato le basi da cui si è partiti per realizzare la matrice di autovalutazione del vigneto che oggi si presenta come un sistema in grado di essere utilizzato da aziende con esigenze molto diverse. L’altra importante esperienza è stata a Madrid in occasione del tavolo internazionale del Comité Européen des Entreprises Vins. Anche in quest’occasione i responsabili di Tergeo sono stati convocati per mettere sul campo proposte concrete e attualizzabili in grado definire linee comuni per una viticoltura sostenibile che trovi l’accordo condiviso degli stakeholder internazionali. (Cle)