(20 giu) Consumi interni bloccati e deboli prospettive di crescita: è questo lo scenario che ormai negli ultimi anni contraddistingue l’andamento dell’economia del nostro Paese che mette in difficoltà soprattutto le piccole e medie imprese. Guardare verso nuovi mercati continua a rappresentare la giusta opportunità di crescita. E i dati, infatti, confermano che l’export sta diventando sempre più rilevante per il futuro delle imprese italiane. Proprio per orientare le aziende nella scelta dei mercati con le migliori prospettive di sviluppo per ciascun settore di riferimento produttivo, Gea – società di consulenza strategica indipendente che dal 1965 accompagna le imprese italiane nella loro crescita e nell’evoluzione manageriale – e la Fondazione Edison, lo scorso anno hanno lanciato l’Osservatorio Gea – Fondazione Edison: uno strumento di analisi innovativo delle opportunità offerte dalle esportazioni. Quest’anno l’analisi dell’Osservatorio Gea – Fondazione Edison si è focalizzata sui mercati più importanti per l’Italia: i Trec – Turchia, Russia, Emirati Arabi Uniti e Cina, i “nostri” Next 11 (Brasile, Hong Kong, Arabia Saudita, Messico, Algeria, Corea del Sud, India, Tunisia, Egitto, Libia e Israele) e i Future 22 (Singapore, Sudafrica, Ucraina, Thailandia, Iran, Marocco, Albania, Serbia, Libano, Indonesia, Venezuela, Malaysia, Qatar, Argentina, Taiwan, Cile, Nigeria, Kuwait, Kazakistan, Giordania, Colombia, Iraq), i paesi emergenti di media dimensione per l’Italia che mostrano uno sviluppo particolarmente dinamico con tassi di crescita interessanti per il nostro export. A livello globale, infatti, nel 2012 i Bric, per l’export italiano, hanno rappresentato 27,3 miliardi di euro e i Next 11 hanno registrato la cifra comparabile di 25,9 miliardi di euro. Ma i dati più interessanti sono rappresentati dalle esportazioni italiane verso i Trec che hanno registrato 35,1 miliardi di euro e quelle verso i “nostri” Next 11 che hanno raggiunto i 38,3 miliardi di euro, mentre 25,2 miliardi di euro è il valore verso i Future-22. Un totale di 98,6 miliardi di euro. Lo scenario internazionale, così come risulta dal Trade Performance Index dell’Wto Unctad, che analizza i primi 10 posti delle classifiche mondiali di competitività del commercio estero di 14 settori (alimenti freschi; alimenti trasformati; legno e carta; tessili; chimica e farmaceutica; cuoio e calzature; manufatti di base; meccanica non elettronica; IT ed elettronica di consumo; componenti ed apparecchi elettrici ed elettronici; mezzi di trasporto; abbigliamento; altri manufatti diversi; minerali), evidenzia che l’Italia è seconda solo alla Germania per competitività nel commercio estero. In particolare l’Italia è prima al mondo per competitività in 3 settori: tessile, abbigliamento, pelli-calzature e seconda, dopo la Germania, in altri 3 settori: meccanica non elettronica, manufatti di base (cioè metalli, ceramiche, ecc.) e altri prodotti manufatti (cioè occhialeria, gioielleria, articoli in materie plastiche). L’Italia risulta inoltre sesta nei prodotti alimentari trasformati. In queste 7 categorie di prodotti, nel 2011 il nostro Paese ha registrato un export complessivo pari a 309 miliardi di dollari e un surplus di 116 miliardi di dollari. Nell’ambito dei Paesi del G-20, l’Italia è una delle sole 5 economie (assieme a Cina, Germania, Giappone e Corea del Sud) che possono vantare un surplus con l’estero per i manufatti non alimentari. Questi risultati evidenziano quindi che l’Italia, nonostante la difficile situazione economica e le inefficienze del Sistema Paese – come per esempio la rigidità del mercato del lavoro, i ritardi infrastrutturali, l’energia troppo cara, un eccessivo peso della burocrazia, l’incertezza del diritto, ecc. – ha numerose eccellenze competitive che ricoprono importanti primati nella classifica dell’export mondiale con 3 primi posti e 3 secondi posti, posizionandosi appena dietro la Germania (con 9 tra primi e secondi posti), davanti alla Russia – che vanta solo un primo posto – e alla Cina che, in questi 14 settori, vanta un secondo posto e tre terzi posti. (Red)