“E L’ECO RISPOSE”, L’ATTESO ROMANZO DI HOSSEINI
“E l’eco rispose” (Piemme, pp. 476, 19,90 euro, traduzione di Isabella Vaj) è il nuovo attesissimo romanzo di Khaled Hosseini. L’autore de “Il cacciatore di aquiloni” e “Mille splendidi soli” ha scritto una nuova storia su come si ama, su come ci si prende cura gli uni degli altri, e di come le scelte che si fanno vadano a risuonare attraverso le generazioni. Sulla strada che dal piccolo villaggio di Shadbagh porta a Kabul, viaggiano un padre e due bambini. Sono a piedi e il loro unico mezzo di trasporto è un carretto rosso su cui Sabur, il padre, ha caricato la figlia di tre anni, Pari. Sabur ha cercato in molti modi di rimandare a casa il figlio, Abdullah, senza riuscirci. Il legame tra i due fratelli è troppo forte perché il ragazzino si lasci scoraggiare. In questa storia che ruota attorno a genitori, figli, fratelli e sorelle, l’autore esplora i molti modi in cui i membri delle famiglie feriscono, tradiscono, onorano, e si sacrificano l’uno per l’altro. Seguendo i personaggi e le ramificazioni delle loro vite, da Kabul a Parigi a San Francisco per l’isola greca di Tinos, la storia si espande gradualmente verso l’esterno, con un carattere ad ogni pagina sempre più emotivamente complesso e potente.
“VIAGGI E VIAGGETTI” IN GIRO PER IL MONDO
“Viaggi e viaggetti. Finché il tuo cuore non è contento” (Bompiani, pp. 224, 17 euro) è un grande libro di viaggi. Il soggetto è il mondo di oggi, percorso in ogni senso. Ecco l’America: Chicago, Key West (la città di Hemingway e di Tennessee Williams), la Florida e la New Orleans del post-Katrina. E ancora New York e la California. Poi una vacanza famigliare a Courmayeur e in Italia. E di nuovo verso il Nord, in Olanda, dalle città a misura d’uomo e ricche di tesori d’arte, ma anche di sorprese (una gelata improvvisa che ghiaccia tutti i canali di Amsterdam). Il filo del racconto guida il lettore alla scoperta di Mosca, di Londra, di Parigi, di Lisbona, e di nuovo in Italia, in Sardegna, in Trentino, dove si fa visionario, centrato su un futuro impossibile, per approdare al Messico, sull’onda di mille suggestioni culturali. E attraverso il viaggio e la sua mitologia, Sandro Veronesi ci fa entrare nel suo universo intimo, ci parla dei suoi amici, della moglie e dei figli. Dal diario al reportage, dalla lettera al racconto, si compone qui un’esperienza di vita che nasce da una passione narrativa sempre più incastonata nelle realtà del mondo. Senza schematismi, senza eccessi. Con la capacità di osservare di un vero scrittore.
LORETTA MARTINEZ PRESENTA “IL METODO VMS”
“Il metodo Vms. Vocal music system” (Rugginenti, pp. 128) è il nuovo libro di Loretta Martinez, la vocal coach milanese, artista poliedrica che da sempre dedica la sua esperienza alla ricerca e alla cura della voce, lo “strumento musicale” più sofisticato e delicato che tutti noi abbiamo e che possiamo valorizzare. Con la prefazione del prof. Ugo Cesari, foniatra, chirurgo e docente universitario presso l’Ateneo Federico II di Napoli, il libro descrive l’innovativo metodo Vocal Music System (VMS) proponendosi come un elemento di originalità all’interno del percorso di formazione di chi decide di intraprendere la carriera artistica. Il VMS punta al rispetto della tecnica che diviene però meno restrittiva dando libero sfogo all’identità artistica individuale. “Con questo primo libro – commenta l’autrice, famosa anche per la sua partecipazione ad Amici di Maria De Filippi – spero davvero di aver creato un ponte tra musica e tecnica vocale e aver unito gli sforzi di tanti che già vanno e proseguono in questa direzione”. Il VMS può essere anche uno spunto e una cura per chi vuole semplicemente arricchire di forza e armonia la propria voce. Dal prossimo anno il metodo entrerà anche nell’ambito universitario grazie alla collaborazione con Ugo Cesari. Nello stesso Ateneo partirà un master post-laurea sulla voce artistica rivolto a medici e logopedisti in cui il metodo VMS avrà un ruolo centrale nelle materie proposte.
“LA FABBRICA DEL PANICO” DI STEFANO VALENTI
“La fabbrica del panico” (Feltrinelli, pp. 128, 11 euro) di Stefano Valenti è la storia di un uomo che spegne la sua immaginazione e la sua esistenza. Una valle severa. In mezzo, il lento andare del fiume. Un uomo tira pietre piatte sull’acqua. Il figlio lo trova assorto, febbricitante, dentro quel paesaggio. E’ lì che ha cominciato a dipingere, per fare di ogni tela un possibile riscatto, e lì è ritornato ora che il male lo consuma. Ma il male è cominciato molto tempo prima, negli anni settanta, quando il padre-pittore ha abbandonato la sua valle ed è sceso in pianura verso una città estranea. Fuori dai cancelli della fabbrica si lotta per i turni, per il salario, ma nessuno è ancora veramente consapevole di come il corpo dell’operaio sia esposto alla malattia e alla morte. Lì il padre-pittore ha cominciato a morire. Il figlio ha ereditato un panico che lo inchioda in casa e dai confini non protetti di quell’esilio spia, a ritroso, il tempo della fabbrica, i sogni che bruciano, il corpo offeso di chi ha chiamato “lavoro” quell’inferno. Ci vuole l’incontro con Cesare, operaio e sindacalista, per uscire dalla paura e cominciare a ripercorrere la storia del padre-pittore e di tutti i lavoratori morti di tumore ai polmoni. È allora che il ricordo diventa implacabile e cerca colori, amore e un nuovo destino.
“L’AMMEZZATO” DI NICHOLSON BAKER
Dopo l’intervallo per il pranzo, con un biscotto e un bicchiere di latte, il giovane Howie, di professione impiegato, torna al lavoro: attraversa l’atrio, sale, diretto al suo ufficio nell’ammezzato, sulla scala mobile. Tutto pare ovvio, consueto, ma oggi, forse, non è un giorno come tutti gli altri. Oggi, prima di rientrare, Howie ha dovuto fare un acquisto: un paio di lacci di scarpe, per sostituire quelli che gli si sono rotti – una stringa ieri, una il giorno prima. Un caso strano, in verità. A partire da questo spunto, la brevissima ascesa del protagonista – una manciata di secondi – si trasforma, per libera associazione, o dissociazione, di idee, in un eccentrico, divertente e insieme spietato itinerario del pensiero e della memoria. Mentre si chiede quando ha imparato a legarsi le stringhe da solo, quali altri tappe hanno segnato la sua crescita o come si usurano le stringhe (nel legarsele o nel camminare? E in modo simmetrico o no?), i momenti quotidiani, banali, i tic propri e altrui vengono catalogati, spiati, commentati, chiosati con lucido sarcasmo, in una sorta di delirante volontà di dare ordine al caos. Nicholson Baker offre ai suoi lettori un romanzo insolito, “L’ammezzato” (Bompiani, pp. 210, 16,50 euro, traduzione di S. Bertola), animando un quadro ironico dei fraintendimenti di una società osservata al microscopio.