(1 lug) Le opportunità di ottenere o mantenere un impiego per i giovani si sono significativamente ridotte: tra il 2008 e il 2012 il tasso di occupazione dei 15-29enni è diminuito di circa 7 punti percentuali, e solo nell’ultimo anno è sceso di 1,2 punti, laddove quello dei 30-64enni è rimasto sostanzialmente stabile nel 2012 con una riduzione contenuta nell’intero periodo (-0,8 punti dal 2008). Contestualmente al calo dell’occupazione non sono aumentati gli studenti, che nel 2012 sono quasi 4 milioni (il 41,5 per cento dei 15-29enni). Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 29 anni è passato, solo nell’arco dell’ultimo anno, dal 20,5 al 25,2 per cento con un incremento complessivo di dieci punti se si considerano gli ultimi quattro anni. Sono stati relativamente più colpiti i giovani con titolo di studio più basso, in modo particolare quanti hanno al massimo la licenza media (+5,2 punti). L’aumento ha riguardato inoltre tutte le regioni, in particolare il Mezzogiorno, dove il tasso di disoccupazione di questa classe di età ha raggiunto il 37,3 per cento. Il numero di giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano (disoccupati e inattivi) e non frequentano alcun corso di istruzione o formazione – i cosiddetti Neet (Not in Education, Employment or Training) – è, nel 2012, ulteriormente aumentato di 95 mila unità (4,4 per cento); dal 2008 l’incremento è stato del 21,1 per cento (+391mila giovani). Sono ormai in questa posizione due milioni e 250 mila giovani (23,9 per cento). Molti sono alla ricerca attiva di lavoro (40 per cento), circa un terzo sono forze di lavoro potenziali e il restante 29,4 per cento sono inattivi che non cercano lavoro e non sono disponibili a lavorare.