“Amore è un demone possente che sta tra i mortali e gli immortali”. Così Socrate descrive Eros nel Simposio di Platone, uno dei più importanti dialoghi platonici su Amore, inteso come divinità e come passione. Ed è proprio questo concetto fondamentale della tradizione filosofica – l’Eros appunto – a diventare protagonista dell’edizione 2013 del festivalfilosofia, in programma dal 13 al 15 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo. “Amare” è il tema di quest’anno: un verbo che rimanda non solo a vecchie tradizioni, ma che costituisce una delle questioni più cruciali dell’esperienza umana contemporanea. Oltre 50 lezioni magistrali, mostre, concerti, spettacoli, letture, iniziative per bambini e cene filosofiche: sono 200 gli appuntamenti in programma e tutti gratuiti. “Sono tante le sfaccettature con cui affronteremo questo tema così articolato”, ha detto Remo Bodei, professore alla University of California di Los Angeles e presidente del comitato scientifico del consorzio per il festivalfilosofia, ha presentato la manifestazione questa mattina a Roma. “Nonostante l’inflazione dei festival – continua il professore – ci auguriamo una partecipazione sempre maggiore, e non perché siamo fanatici dei numeri, ma perché siamo fanatici della qualità”. Di grande rilievo nazionale e internazionale sono, infatti, i maestri del pensiero che si confronteranno con il pubblico in piazza sulle tante trasformazioni e declinazioni di questo sentimento. Massimo Cacciari, Umberto Galimberti, Michela Marzano, Salvatore Natoli, Vincenzo Paglia, Giovanni Reale, Stefano Rodotà, Chiara Saraceno, Silvia Vegetti, Remo Bodei, Marc Augé e Zygmunt Bauman sono solo alcuni dei grandi nomi presenti alla manifestazione. “Il festival – dichiara Michelina Borsari, direttore dell’evento – è un appello alle arti, ma anche alla generosità di chi ci ha aiutato a finanziarlo”. Tra le prospettive concettuali che verranno approfondite ci sono le “potenze dell’anima”, per metterle in luce e “riabilitarle” come caratteri costituenti della coscienza; l’amore transitivo, che sottolinea l’esperienza del riconoscimento dell’amore, quello intransitivo, che invece ne segue la disposizione distruttiva e possessiva. Gli interventi sulle politiche dell’amore mostreranno i suoi innesti nella sfera pubblica. Le figure dell’amore, infine, con miti, racconti e immagini, ne segnalano la natura ambivalente. Le frecce di cupido, inoltre, si trasformeranno in forchette grazie al filosofo e gourmet Tullio Gregory che ha ideato un percorso gastronomico in cui “amare” è l’ingrediente principale dei menù filosofici. “Forse in nessun luogo come a tavola – afferma Gregory – l’amore può esercitarsi nella sua duplice naturale direzione: verso se stessi e verso gli altri”. Tutti temi appetibili quelli proposti dall’iniziativa culinaria che sottolinea la centralità del convito nella civiltà umana. “Un ristoro erotico – continua Gregory – portato dal cielo in terra”. Il ricco e vasto programma artistico di questa edizione, ancora in aggiornamento su festivalfilosofia.it, declina il discorso amoroso attraverso i diversi volti di Eros. Senza dimenticare che la filosofia, in quanto tale, è una forma d’amore: amore per la sapienza. (Sip – 1 lug)
