Roma, 5 lug – “La leva del federalismo potrebbe fare da fulcro per portare i semi della ripresa economica”, mentre invece oggi “è un tema passato in seconda o terza fila” nella discussione politica. Sono parole di Marco Fedi, deputato del Pd eletto nella circoscrizione Estero, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, durante la presentazione del libro “Federalismo possibile” di Luca Meldolesi. Il libro parte da un confronto tra la situazione del federalismo australiano con quella dell’Italia per ricavare spunti a cui il nostro paese può ispirarsi, seguendo il modello del paese oceanico che ha una crescita economica del 3% annuo e un tasso di disoccupazione fermo al 5,5%. Oltre a Marco Fedi erano presenti il senatore del Pd Francesco Giacobbe, eletto nella stessa circoscrizione di Fedi, e Alan Ferrari, deputato anche lui del Partito democratico, a cui si è aggiunto l’ambasciatore australiano in Italia David Ritchie, oltre all’autore del libro. Fedi ha continuato affermando che il federalismo “permetterebbe di gestire meglio e in modo più trasparente le risorse, e consentirebbe più partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica”. Inoltre, il passaggio al sistema federale aiuterebbe la semplificazione amministrativa: “Sarebbero automatiche delle delegificazioni che oggi trovano difficoltà ad essere attuate”, ha continuato il deputato, che ha concluso: “Noi come deputati eletti nella circoscrizione Estero possiamo prendere l’impegno di continuare a parlare di questi temi, ma dipende molto anche dalla durata del governo e della legislatura”; le due cose, ha precisato Fedi, sono distinte, ma si augura “che possano durare entrambe a lungo”. Il senatore Giacobbe ha sottolineato invece due punti che sarebbero essenziali perché l’Italia possa guardare a esempi come quello australiano con efficacia: l’efficienza della gestione della cosa pubblica e il senso di responsabilità. “C’è un profondo concetto di Stato in Australia – ha detto Giacobbe – che parte dal politico e arriva all’impiegato di sportello; e poi traspare il senso di accountability, tutti rendono conto di quel che fanno, a tutti i livelli”. Il senatore ha dunque lanciato una stoccata all’Italia: “Certe situazioni presenti qua in Australia non potrebbero mai essere tollerate; se riuscissimo a portare queste condizioni da noi risolveremmo l’80% dei nostri problemi”. Alan Ferrari si è soffermato su ciò che l’Italia dovrebbe fare per trovare nuovi soluzioni ai suoi problemi: “Dobbiamo avere il coraggio di guardarci dall’esterno e di guardare all’esterno”. Il problema, per Ferrari, è “il provincialismo, che porta a considerare solo le cose dal nostro punto di vista interno, e questo è stato per tutta la seconda metà del XX secolo un grande freno per il paese”. Un tipo di freno che si è visto anche nel modo di considerare le leggi, ha continuato il deputato del Pd: “Il paese ha impostato la sua fase democratica troppo da un approccio giuridico: ci si è concentrati troppo sull’applicazione delle leggi e poco sulle loro conseguenze”. Bisogna per lui dunque “aprire una fase nuova in cui si abbia il coraggio di provare cose diverse, a cui segua una fase di sperimentazione”, altro punto a cui l’Italia ha posto poca attenzione: “La Costituzione italiana è incompresa: Salvemini e Sturzo già parlavano di uno sbocco ‘naturale’ al federalismo”, senza il quale ci sarebbe stato il rischio di cadere nel malcostume, ha concluso Ferrari: “Sturzo è stato profetico”. L’ambasciatore Ritchie ha dal canto suo sottolineato il rapporto tra l’Australia e l’Italia: “Gli australiani amano l’Italia, su 23 milioni di abitanti, 750 mila vengono ogni anno nel vostro paese, e quasi un milione di australiani ha origine italiana, c’è ottima considerazione”. Quel che manca è la cooperazione, ha continuato: “I rapporti bilaterali non sono abbastanza forti, potremmo fare molto di più e aumentare il nostro dialogo strategico”. Una speranza, ha concluso, viene dal premier Enrico Letta: “L’anno scorso è stato in Australia ed è tornato colpito da quel che ha visto, a livello delle riforme effettuate negli anni su economia e burocrazia”. (Lap – 5 lug)