New York – La Kip Gallery di New York presenta fino al 17 luglio la terza mostra personale di Alessio Delfino nella Grande Mela. Nella mostra “Reves” il 37enne fotografo savonese presenta alcune gigantografie che esaltano il corpo femminile per descriverne le identità multiformi. Delfino crea scene in cui corpi “danzanti” sono usati come metafore dei processi mentali coinvolti nei sogni e nei ricordi, in dialogo con i nobili padri della fotografia sequenziale, come Eadweard Muybridge, ma anche con la pittura cubo-futurismo di Picasso, Balla e Duchamp. Il curatore Nicola Davide Angerame, nell’introduzione del catalogo per la mostra di New York, parla di “una miscela di diversi momenti nel tempo e nello spazio, usando il corpo come un viatico, come immagine guida che lo conduce in una multidimensionalità in cui è possibile demolire la rigidità della realtà, al fine di portare a termine l’impresa alchemica di sintetizzare non la realtà, ma le sue condizioni di possibilità: quelle ‘forme pure a priori della sensibilità’ che il filosofo tedesco Immanuel Kant definisce le condizioni di possibilità della percezione”. Come scrive il filosofo Alessandro Bertinetto: “Con i suoi Reves, Delfino ci conduce in un mondo in cui le forme naturali evocati dal grande biologo e filosofo tedesco Ernst Haeckel aperto verso l’universo, infatti, essi si aprono verso l’universo umano”. (9colonne)