(12 lug) La Regione Veneto abbraccia Karol Wojtyla. L’incontro avvenuto fra l’assessore veneto al turismo Marino Finozzi ed il presidente di Wigwam Clubs Italia, Efrem Tassinato, ha sancito, infatti, ufficialmente l’impegno della Regione ad appoggiare in pieno il progetto “La Via di Karol – Itinerario Europeo dei Piccoli Santuari”. Il meta-itinerario de “La Via di Karol” sta coinvolgendo ben cinque paesi europei – Polonia, Slovacchia, Austria, Slovenia e Italia – puntando alla valorizzazione turistica dei luoghi cari a Giovanni Paolo II, partendo da Wadowice, città che gli diede i natali, per arrivare a Roma, dove concluse il suo cammino terreno. Un modo per rivivere la grande vita del Papa comunicatore che proprio a dicembre di quest’anno sarà proclamato Santo da Papa Francesco insieme ad un altro pontefice del passato con il quale il Veneto ha dei legami molto forti: Giovanni XXIII, quel Giuseppe Roncalli che prima di salire sullo scranno di Pietro trascorse in laguna come Patriarca di Venezia cinque anni di intensa vicinanza alla gente, la stessa che ancora oggi lo considera un po’ come “papa veneziano”. “Abbracciando idealmente il percorso di vita terreno di Karol Wojtyla – ha spiegato Finozzi – partendo dai luoghi di nascita, a Wadowice, per arrivare a Roma, ‘La Via di Karol’ vede il Veneto come meta ideale a metà strada del cammino. Non dobbiamo sottovalutare il fatto che il Veneto è storicamente e architettonicamente terra di grandi testimonianze di fede: ad ogni angolo, sulle crode di montagna e in ogni calle di Venezia sono presenti infatti basiliche, chiese, capitelli ed ex-voto, a dimostrare l’importanza che la fede in questa regione ha rivestito e riveste tuttora. Per questo il Veneto è meta ambita da tutti quei turisti che nella scelta del luogo di vacanza tengono conto anche dell’aspetto religioso. Come Regione inoltre da un paio di anni abbiamo inserito i percorsi della fede come prodotto turistico sul quale puntare e proprio per questo il progetto del presidente Tassinato non poteva non essere accolto a braccia aperte”. “Questo progetto è innovativo anche per la metodologia che ne costituisce le fondamenta e perciò, a buona ragione, deve essere considerato pilota” ha detto invece il presedente Tassinato. (red)
