(29 lug) In Italia ci sono poche abitazioni in affitto e molte abitazioni in proprietà, fenomeno che viene considerato come tipico di paesi ancora scarsamente industrializzati, con minore mobilità e con sistemi sociali più rigidi. Le abitazioni in affitto, che ancora all’inizio degli anni ’70 del secolo scorso costituivano oltre il 45% del totale delle abitazioni, oggi ne rappresentano, secondo l’Istat, soltanto il 18,9%: su un totale di 24,7 milioni di abitazioni occupate, quelle in affitto sono soltanto 4,7 milioni, mentre quelle di proprietà sono 16,9 milioni, delle quali un quinto con mutuo in corso, e 3,1 milioni in usufrutto o in uso gratuito. Per avere un termine di confronto, si consideri che la percentuale italiana delle case in affitto risulta considerevolmente più bassa rispetto alla media dei paesi dell’UE 15 (pari a circa il 30%), e sostanzialmente inferiore rispetto alla Germania, dove l’affitto rappresenta il 55% del totale delle abitazioni, ma anche alla Francia (40%), ai Paesi Bassi (47%), o al Regno Unito (32%). Aggiungiamo che in Italia il 5% di proprietari più ricchi possiede un valore delle abitazioni pari a circa il 25% del totale.