(1 ago) L’Italia punta forte su Horizon 2020, per far valere “sul tavolo di Bruxelles tutto il peso di un Paese di grande tradizione scientifica e industriale” come il nostro, sottolinea il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca Maria Chiara Carrozza, che ha nominato i nuovi 14 rappresentanti nazionali italiani nel Comitato del Programma quadro della ricerca europea per il periodo 2014-2020. Horizon 2020, che prevede un budget di 80 miliardi nell’arco di tempo che va dal 2014 al 2020, è il programma dell’Unione europea dedicato alla ricerca e all’innovazione, parte integrante della strategia di creare nuova crescita e lavoro in Europa, con l’obiettivo di migliorare la competitività internazionale dell’Unione. Tra gli scopi specifici del programma quadro quello di colmare il gap tra ricerca e mercato aiutando, per esempio, le imprese innovative a sviluppare le loro tecnologie per realizzare prodotti che abbiano un effettivo potenziale commerciale, attraverso la promozione di partnership tra il settore privato e gli Stati membri per reperire le risorse necessarie. Il ministro Carrozza sottolinea che “l’Italia deve porsi un obiettivo ambizioso: riuscire ad ottenere una quota dei finanziamenti almeno pari al contributo finanziario italiano al programma, cosa che purtroppo non è avvenuta nel settimo Programma Quadro. Un obiettivo difficile, ma possibile. Ad alcune condizioni – avverte -: la presenza continua, proattiva ed informata delle nostre rappresentanze, il sostegno deciso e convinto dell’intero sistema nazionale della ricerca e dell’innovazione (università, imprese, enti di ricerca, regioni) e, naturalmente, quello della politica, in primo luogo del Miur”. (Red)