(13 ago) Otto donne e un’officina di pace. Otto storie che si intrecciano e che hanno come comun denominatore l’impegno in favore del dialogo, in una terra bella ma aspra, contesa, lacerata. Sono Faten Elzinaty, Tehilabilha Barshalom, Basima Halabi, Hedva Goldschmidt, Adina Barshalom, Dganit Fachima, Syhal Ibrahimmar, Nuha Farran e sono le otto “donne per la pace” che hanno animato a Trento le diverse edizioni di Officina Medio Oriente. Otto donne provenienti da Israele, ma di religioni e comunità diverse, che proprio a Trento hanno iniziato un percorso comune, forse impossibile in patria, dove le tensioni sono troppo forti. Per alcune di esse, anche parlare o mangiare assieme a donne appartenenti ad altre comunità o ad altre fedi è stato possibile per la prima volta solo in Trentino. La loro storia è ora anche un documentario, “Il dialogo possibile – Otto donne di pace a Gerusalemme”, presentato ieri a Madonna di Campiglio nell’ambito della manifestazione “Mistero dei Monti”, ala presenza del regista Gilad Goldschmidt. (Cle)