Qushtapa – La Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo, a seguito del parere favorevole espresso dal ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha deliberato lo stanziamento di un contributo multilaterale di 500 mila euro a sostegno del programma di emergenza di Unicef in Iraq, volto a fornire assistenza umanitaria di emergenza nel settore acqua e igiene ai bambini ed adolescenti siriani riparati nella Regione autonoma del Kurdistan iracheno a seguito delle ostilità. La richiesta è stata inoltrata ieri alla Rappresentanza delle Nazioni Unite di New York. La riapertura del confine siriano-iracheno il 15 agosto scorso ha determinato un massiccio afflusso di circa 48 mila nuovi profughi siriani nel Kurdistan iracheno, dei quali il 39% sono minori ed il 15 per cento hanno meno di quattro anni di età. Di fronte a tale nuova emergenza, Unicef – leader nella risposta umanitaria anche nel settore dell’acqua e dell’igiene – ha intensificato le proprie attività nel Kurdistan iracheno per assicurare ai nuovi rifugiati accesso ad acqua potabile, servizi igienici e protezione dei minori. Il piano di risposta di Unicef si colloca all’interno della strategia più ampia delle Nazioni Unite elaborata per la crisi siriana denominata ”Revised Regional Refugee Response Plan” (Rrp 5) , volta a fornire assistenza umanitaria nei paesi limitrofi: Libano, Giordania, Turchia, Egitto ed Iraq. Il contributo italiano verrà utilizzato da Unicef essenzialmente per fornire acqua potabile, servizi igienici e protezione a circa 27 mila rifugiati siriani ospitati nel Governatorato di Erbil nei tre campi temporanei delle Nazioni Unite situati a Qushtapa, Kawrgosk e Basirma, assicurando una riserva d’acqua di circa 20 litri giornalieri a persona (540 mila litri al giorno) per una durata di sei mesi. Il contributo è da considerarsi a valere sul Fondo bilaterale di emergenza in essere presso l’Agenzia. Nella realizzazione dell’intervento, l’Agenzia dovrà ricorrere, ove possibile, alla collaborazione delle Ong italiane presenti in loco, purché le condizioni di sicurezza lo permettano. Per il personale espatriato italiano e le Ong italiane utilizzati per l’implementazione di tutte o parte delle attività progettuali finanziate con il contributo della Dgcs, Unicef dovrà provvedere a garantire adeguate misure di sicurezza. (9colonne)
