A BRUXELLES RETROSPETTIVA SU GIORGIO MORANDI
Bruxelles celebra il genio dell’artista bolognese Giorgio Morandi in una mostra che, fino al 22 settembre, riunisce un centinaio di lavori tra dipinti, disegni, incisioni e acquerelli nelle sale del Palais des Beaux-Arts. Tra questi, cinque oli su tela e un disegno provenienti dalle collezioni del Museo Morandi di Bologna. L’ampia retrospettiva, curata da Maria Cristina Bandera (studiosa, direttrice della Fondazione Roberto Longhi di Firenze e co-curatrice della grande mostra su Morandi tenutasi al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e al Metropolitan Museum di New York nel 2008-2009) tocca i temi principali della ricerca dell’artista: la natura morta, il paesaggio e i fiori, senza trascurarne altri meno ricorrenti se non addirittura rari, quali l’autoritratto e la figura umana (come nel caso delle Bagnanti del 1915). Si parte dalle prime opere che si muovono nell’ambito delle avanguardie per seguire l’evoluzione espressiva morandiana fino alla progressiva dissolvenza dei lavori degli ultimi anni, attraversando tutte le tecniche e le varianti esplorate dall’artista. Le opere messe a disposizione dal Museo Morandi vanno dai Fiori del 1924, passando per tre nature morte (una del 1942, due del 1951) fino ai paesaggi del 1961 (matita su carta) e del 1962 (olio su tela). A Bruxelles i lavori di Giorgio Morandi vengono accostati e posti in dialogo con quelli di un altro artista contemporaneo: Luc Tuymans. Tale scelta è stata già da tempo sperimentata nell’allestimento dell’ampia collezione di Bologna – la più rilevante raccolta pubblica morandiana, attualmente ospitata nelle sale del MAMbo – in cui sono presenti opere di diversi autori tra i quali Wayne Thiebaud, Sean Scully e Tony Cragg.
(red)
A BOLOGNA LE PIU’ BELLE COPERTINE DI LIBRI
Si tiene fino al 22 settembre, alla Biblioteca Salaborsa di Bologna, la mostra “Buona la prima! 20 copertine riuscite giudicate da chi se ne intende”, promossa da Artelibro Festival del Libro d’Arte. Un gruppo di 20 esperti hanno selezionato 20 copertine italiane uscite dal settembre 2012 ad oggi. Il “Premio della critica” è stato assegnato alla copertina dell’edizione Tennis di John McPhee (Adelphi). Ai visitatori della mostra è invece data la possibilità di votare la propria copertina preferita. Le copertine finaliste sono: Kyle Gann, Il silenzio non esiste; Hakan Nesser, La rondine, il gatto, la rosa, la morte; Maurizio De Giovanni, Il metodo del coccodrillo; Virginia Woolf, Freshwater; Nicolò Pellizzon, Lezioni di anatomia; Philip Hoare, Il Leviatano; Luciano Canfora, Il mondo di Atene; Henry Miller, Opus pistorum; Zygmunt Bauman, Danni collaterali; Timur Vermes, Lui è tornato; John McPhee, Tennis; Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia; Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe; Kim Leine, Il fiordo dell’eternità; Dino Baldi, Marina Ballo Charmet, Oracoli, santuari e altri prodigi; Concita De Gregorio, Io vi maledico; Reversibility, Mousse Publishing; Andrea Moro, Parlo dunque sono. Si tratta della prima tappa di un progetto che coinvolgerà analoghe indagini sulle copertine storiche e di libri pubblicati all’estero.
(PO/ red)
IN BORGOGNA I CICLISTI DI SERGIO CASTOLDI
Una foresta di biciclette, nel cuore del Museo del Ciclo “Michel Grezaud” di Tournus, in Borgogna, racconta – fino al 17 settembre – la storia di questi mezzi ancora carichi delle loro emozioni, che vibrano sotto lo sguardo dello spettatore. In questo ambiente, dove il tempo si dilata dal passato verso il futuro, la mostra di Sergio Castoldi, intitolata “Mostri sacri- Apparizione”, esalta il campione ciclista al parossismo dello sforzo nello scenario dello spazio museale francese tutto dedicato alla bici. Attraverso i suoi dipinti che rappresentano atleti in azione, l’artista italiano definisce sia il grido del corpo martoriato del ciclista che quelli provenienti dalla folla, cogliendo l’istante di sublimazione dei corpi in azione. I quadri di Castoldi mostrano i ciclisti al parossismo dello sforzo, esaltano lo stile di questi esseri eccezionali, le loro performance, la loro forza, loro bellezza. La mostra è stata già presentata all’inizio di luglio a Castres, quale complemento alla tappa del giro ciclistico del Tour de France nella cittadina francese.
(red)
AL BRITISH MUSEUM LA MEMORIA DI POMPEI ED ERCOLANO
E’ una delle maggiori mostre del British Museum nel 2013: “Life and death”, che si tiene fino al 29 settembre nella prestigiosa sede museale londinese, presenta i tesori archeologici custoditi sotto le rovine di Pompei ed Ercolano dopo la catastrofica eruzione vulcanica del 79 d.C e che ancora oggi offrono una visione impareggiabile della vita romana. Alcuni di essi sono esposti al pubblico per la prima volta, come rilievi in marmo finemente scolpiti e pannelli in avorio elegantemente intagliati. In esposizione non manca il celeberrimo affresco del fornaio Terentius Neo e di sua moglie, i cui materiali di scrittura mostrano che erano colti e la cui posa suggerisce che erano partner alla pari, nel mondo degli affari e nella vita. Da Ercolano giungono sei mobili in legno, carbonizzati dalle alte temperature della cenere – tra cui una cassapanca, uno sgabello intarsiato, una panca da giardino ma anche una culla di un bambino – grazie ad un prestito senza precedenti da parte della Soprintendenza italiana. Esposti inoltre i calchi delle vittime dell’eruzione di Pompei come quelli di una famiglia di due adulti e dei loro due bambini che si stringevano l’uno all’altro sotto le scale della loro villa e di un cane, fissato per sempre nel momento della sua morte.
