Pisa, 17 set – “Qualora dovessimo continuare ad emettere molta CO2 in atmosfera, entro il 2100 potremmo avere un innalzamento della temperatura globale di 5 gradi e la calotta polare dell’Antartide occidentale potrebbe collassare. Come conseguenza di questo, il livello globale degli oceani aumenterebbe di alcuni metri. Senza tenere conto, anche se non è un problema immediato, che stiamo perdendo enormi quantità di acqua dolce, per ora sotto forma di calotte di ghiaccio ai poli”. Lo ha affermato Fabio Florindo dirigente di ricerca dell’Ingv, coordinatore del progetto internazionale Andrill di studio in Antartide che vede protagonista per l’Italia l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, presentando i risultati inediti della ricerca a Geoitalia 2013, in corso a Pisa. Il progetto Andrill vede in campo anche Germania, Stati Uniti, Nuova Zelanda ed Inghilterra.