(18 set) Un vero trionfo la prima della Turandot che ha aperto la stagione lirica del Royal Opera House di Londra. Anche per l’Italia. L’opera, andata in scena il 9 settembre con la direzione d’orchestra affidata ad Henrik Nánási, per la regia di Andrei Serban, ha visto infatti come protagonista assoluto il tenore italiano Marco Berti nei panni di Calaf, che ha ricevuto ottime recensioni dalla stampa inglese. Su “The Observer”, l’inserto domenicale del Guardian, Stephen Pritchard giudica Marco Berti “superbo”: “Egli – scrive il giornalista e critico inglese – è l’incarnazione fisica e vocale dell’implacabilità, rafforzata dalla determinazione e dal volume sorprendente della sua voce, ho temuto per le sue corde vocali – e per i lampadari della sala” scherza Pritchard che aggiunge: “E che dire del ‘Nessun dorma’, l’aria più lunga e conosciuta della lirica? È difficile separarla nella memoria da Pavarotti e Berti infatti non cerca alcun confronto, ma si sente che il cantato di Berti è dello stesso stampo, una sonorità gloriosa. Andate a sentire”. (Cle)