(20 set) “Operare per garantire uno sviluppo responsabile di lungo periodo, nella piena consapevolezza dei legami e delle interazioni esistenti tra le dimensioni economica, sociale e ambientale, considerando le ripercussioni che una decisione assunta in uno di questi ambiti esercita sui restanti”: è quanto si legge sul Codice etico di Pirelli approvato nel 2003 e fornito a tutte le affiliate del gruppo. E non sono soltanto parole: a testimoniarlo i riconoscimenti guadagnati da Pirelli sul terreno della sostenibilità. L’ultimo in ordine di tempo riguarda l’inserimento dell’azienda nel nuovo indice di sostenibilità “Global Compact 100” lanciato dal Global Compact delle Nazioni Unite (forum globale promosso nel 1999 dall’allora segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan per incentivare la responsabilità sociale delle imprese) in collaborazione con Sustainalytics. L’indice “Global Compact 100” è composto da 100 società selezionate sulla base della loro coerenza con i principi che guidano Global Compact, l’impegno del management verso i temi legati alla sostenibilità e il livello di redditività. Pirelli è l’unico produttore di pneumatici tra le 100 società che compongono l’indice a livello mondiale. Tali società, il cui andamento borsistico è stato monitorato da Global Compact negli ultimi tre anni, hanno sovraperformato l’indice Ftse All World stock negli ultimi due anni, registrando un rendimento del 26,4% negli ultimi dodici mesi. Pirelli, inoltre, è stata confermata di recente (per il settimo anno consecutivo) leader mondiale nel settore Atx Auto Components negli indici di sostenibilità Dow Jones Sustainability World e Dow Jones Sustainability Europe, con 85 punti rispetto a una media di settore pari a 51 punti. (Red)